Storica inversione: aumentano sensibilmente i giovani in agricoltura. Ma non hanno accesso al credito

0
328

RENO 01Le giovani imprese hanno la metà delle possibilità di accedere al credito rispetto a quelle adulte. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg sulle imprese agricole condotte da under 30 in occasione della presentazione degli strumenti Ismea per  l’accesso al credito e per il sostegno all’innovazione e al ricambio generazionale da parte del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania.

Si sta verificando una storica inversione di tendenza con un aumento del 4,2 % per la prima volta da almeno dieci anni dei giovani agricoltori titolari di imprese individuali iscritte alle Camere di Commercio nel secondo trimestre del 2012. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Movimprese, sono oggi attive in agricoltura 62mila imprese condotte da giovani con meno di 30 anni che però nel 17 per cento dei casi indicano proprio nella difficoltà di ottenere finanziamenti un ostacolo allo sviluppo.

“Occorre investire in intelligenti attività di accompagnamento alla progettazione, adeguati meccanismi di assistenza allo start up, filiere corte di accesso al credito gestiti dai confidi come Creditagri Italia”, ha affermato il delegato nazionale dei giovani Coldiretti Vittorio Sangiorgio. Una necessità per non mortificare la voglia di fare impresa che sta crescendo in agricoltura: non è un caso che, secondo l’indagine Coldiretti/Swg, la metà dei giovani tra i 18 ed i 34 anni preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca (23 per cento) o lavorare in una multinazionale (19 per cento).

Un cambiamento che si riscontra anche a livello scolastico con gli Istituti Agrari che, sottolinea la Coldiretti, hanno aumentato dell’11 per cento il proprio peso percentuale sul totale di iscritti, mentre sono scesi quelli dei Licei, secondo i dati 2012 del Miur. Dall’indagine Coldiretti/Swg emerge che il 36,5 per cento dei giovani sotto i 30 anni ha una scolarità alta (specializzato, laureato, laureando), il 56 per cento media (scuole superiori) e il 6,5 per cento bassa (scuole medie).

Una ripresa che non si era mai verificata prima e che è stata favorita non solo dalle caratteristiche anticicliche del settore in tempi di crisi, ma soprattutto dall’allargamento dei confini dell’attività agricola che, grazie alla Legge di Orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti, ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali.

Gli imprenditori agricoli oggi si possono occupare di attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla loro vendita in azienda o nei mercati degli agricoltori, ma anche della fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti realizzati da molti comuni per la cura del verde pubblico che spesso viene affidata agli agricoltori.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here