Siccità in CinaContinua a volare il prezzo del grano

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La notizia che la grave siccità nella grande pianura settentrionale mette a rischio il raccolto di grano in Cina ha fatto volare il prezzo del cereali al massimo da quasi 3 anni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole dove il grano ha raggiunto la quotazione di 8,8 dollari per bushels (24 centesimi al chilo) per le consegne a marzo, dopo lo "special alert" lanciato dalla Fao.

La provincia di Shandong, cardine della coltivazione di grano, sta affrontando la più grave siccità degli ultimi duecento anni.

L’annuncio del calo produttivo cinese fa seguito alle tensioni sui prezzi determinate dalle restrizioni all’export di cereali decise in Russia e Ucraina a seguito dell’emergenza incendi e siccità della scorsa estate, ma anche dalle difficoltà per le alluvioni dell’Australia, che è un grande esportatore di grano ad alto contenuto proteico e  i problemi in altri paesi produttori come il Canada e la Germania.

La produzione risulta in calo anche in Italia sia per il grano duro che per quello tenero per effetto delle condizioni atmosferiche caratterizzate dall’abbondante pioggia che non ha permesso lo svolgimento regolare delle semine. Sulle tensioni che si sono verificate sui prezzi del grano si sono innestate rivolte in molti Paesi arabi, dall’Algeria alla Tunisia fino all’Egitto.

Nonostante gli aumenti, i prezzi del grano sono comunque attualmente inferiori di oltre il 340 per cento rispetto al valore record di 13 dollari per bushel (37 centesimi al chilo) raggiunto nel marzo 2008.

L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è sempre più fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia.

Speculazioni sul cibo che stanno “giocando” senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi.

 

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