SETTORE FLOROVIVAISTICO: in cima le rose, seguono i crisantemi Ecco i dati di Euroflora 2011

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Nonostante la crisi più di un italiano su due (54 per cento) ha acquistato fiori e piante da regalare a se stesso o agli altri nel corso del 2010. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea divulgata in occasione della decima edizione di Euroflora che si svolge a Genova fino al 1 maggio.

L’omaggio floreale si conferma come uno dei preferiti dagli italiani con segnali positivi fra i più giovani di età compresa tra i 18 ed i 24 anni per i quali si registra un incoraggiante aumento degli acquisti. I fiori più acquistati in Italia sono le rose che con il 42 per cento precedono i crisantemi scelti dal 35 per cento, a conferma dell’importanza delle ricorrenze come motivazione di spesa.

A questo proposito si evidenzia che  il maggior acquisto di fiori da parte degli italiani durante l’anno si registra proprio in occasione della ricorrenza dei defunti con le vendite che superano quelle che si realizzano a San Valentino. 

Complessivamente gli italiani hanno speso 2,2 miliardi di euro nel 2010 per l’acquisto di fiori, piante, alberi ed arbusti con una leggera contrazione del 2 per cento rispetto all’anno precedente. Cresce invece la domanda di fiori e piante Made in Italy all’estero che aumenta di ben l’11 per cento e raggiunge il valore 656 milioni di euro, superiore di circa 100 milioni a quello delle importazioni che risultano anch’esse in crescita.

Sul piano produttivo in base ai risultati dell’ultimo censimento dell’agricoltura in Italia risultano attive circa 20.500 aziende florovivaistiche, che danno occupazione ad oltre 120.000 addetti, con una superficie coltivata di oltre 36.000 ettari.

Tra le difficoltà va segnalata la mancanza di trasparenza sull’origine dei fiori in vendita che consente di “spacciare” come Made in Italy quelli importati che rappresentano fino al 60 per cento dell’offerta nazionale e spesso arrivano in Italia dopo un lungo viaggio che ha spesso inizio nelle grandi aziende gestite da multinazionali dove sono denunciati trattamenti brutali contro i lavoratori. A preoccupare è anche la mancata proroga dell’annullamento dell’accisa sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre che rappresenta un insostenibile aumento dei costi in un settore che deve subire un forte pressing competitivo da paesi extracomunitari, favoriti da un clima più caldo, dove spesso si sfrutta la manodopera e si utilizzano di pratiche di coltivazione dannose per la salute e l’ambiente bandite dall’Ue.

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