SECONDI. Dalla Sicilia la tartare con gelsi e melone

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Continuiamo con i sapori, i gusti ed i profumi siciliani da portare in tavola. La ricetta di oggi è un ottimo secondo di pesce, dove protagonista indiscussa è la ricciola. Un pesce poco conosciuto ma da un grande sapore. E’ un pesce bello, lungo e affusolato.

Comune in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico meridionale, in commercio viene venduta a filetti, tranci o a pezzo intero. La ricciola al momento dell’acquisto deve avere un odore delicato, gradevole, non di ammoniaca. L’aspetto deve essere brillante, il corpo rigido e sodo, l’occhio vivo e sporgente con la sua pupilla nera.

Le sue carni sono ricche di acidi grassi polinsaturi, omega tre, proteine facilmente assimilabili, e sono ricche di sali minerali e vitamina A e B. Contiene molto fosforo, sostanza indispensabile, per migliorare e stimolare il lavoro celebrale.

Una curiosità: a Lampedusa è uno dei prodotti ittici più utilizzati. Si trovano preparazioni anche sott’olio, come la bottarga di ricciola o i filetti. La ricetta di oggi è una tartare con gelsi e melone.
Ingredienti per 4 persone
800 gr di ricciola
1 limone
4 gelsi
1 melone di Sicilia
1 cucchiaio di miele di Zagara
10 foglie di menta
Olio q.b.
Sale grosso q.b.
Pepe q.b.
Procedimento:
Iniziate tagliando finemente la ricciola, conditela con la buccia di limone, olio e sale grosso ed un pizzico di pepe. Aggiungete i gelsi e il melone tagliato a cubetti ed un cucchiaino di miele. Mescolare velocemente e creare una piccola cupola, aiutandovi con un coppapasta. Guarnire con menta fresca.

La tartare può essere preparata solo se la qualità della carne scelta è alta ed il prodotto di per sé molto fresco. Poi considerando che è una preparazione cruda è bene che le porzioni siano ridotte.
Maria Rosaria Mandiello

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