Sciccaria. Un bistrot urban ed informale a Battipaglia

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Aprono nel luglio del 2016, dopo aver condiviso per anni la passione per il buon cibo ed il buon bere. Nonostante ognuno di loro abbia una propria professione, il richiamo è stato troppo forte.
Sciccaria” era inizialmente un pub, ubicato al piano terra di uno dei due “matitoni” al Centro Urbe di Battipaglia.
Coerente l’ambientazione ed anche gli spazi ampi, arredati pian piano mettendo insieme pezzi di arredo diversi, recuperati ed acquistati qua e là.


Elementi semplici come il legno ed il ferro che si uniscono a tavoli anni Settanta, telefoni dimenticati ed elementi importanti come un antico proiettore tedesco e cimeli vari.
Ma Antonello Pellegrino, Francesco Pellegrino, Gianluca Stabile e Giovanni Vece sono cresciuti gastronomicamente assieme all’esperienza sul campo ed alla voglia di sperimentare nuove strade.
Dal “meat&bread” che annoverava soprattutto panini e piatti veloci da abbinare alle birre, oggi a quell’indirizzo c’è un bel bistrot.
Dal pub e dai panini è nato il desiderio di dare maggior valore ai prodotti locali e un taglio diverso.
Molto informale, almeno tanto quanto la gentilezza e la cortesia che contraddistingue questa squadra di amici e fratelli. Davvero evidente, nonostante le mascherine.


Al timone della cucina, dallo scorso dicembre, un grande passionario. Lo si vede dall’approccio, dalla dedizione, dall’attenzione tesa sempre a crescere.
Francesco Mastrogiovanni è uno chef cilentano autodidatta (di Orria), anche lui aveva percorso altre strade fino a quando non ce l’ha fatta più a restare fuori dalla cucina.
Sono arrivate delle occasioni per lavorare in Calabria, poi all’estero, poi nel suo Cilento. Di cucina in cucina, di esperienza in esperienza.
Ed ora eccolo qui ad inventarsi una strada alternativa in uno spazio urbano (e difficile) come Battipaglia.
Lui unisce la ricerca per una buona materia prima al desiderio di rivisitare ed alleggerire. Non mancano rimandi continui sia al suo Cilento ed alla sua cucina tipica, che ai sapori collegati ai suoi viaggi ed alle sue esperienze.
Qui gli antipasti sono più piccoli e serviti come “tapas”, ed assolutamente da provare è la salsa Tzatziki: fresca e golosa.

Il menù è vario, nelle pietanze come nei vini e nelle birre. Dalle polpette alle insalate, passando per qualche primo (che varia spesso in base alla stagione) e secondi più corposi che si dividono tra carne e pesce. Qualche piatto veg non manca, mentre i dolci sostanzialmente sono lasciati alla firma di Renato Ardovino di “Le Torte di Renato“, che con il suo quartier generale è proprio a due passi.

Nell’insieme “Sciccaria” è un locale ancora in fase di trasformazione ma che sta trovando riparo in una cucina confortevole, interessante e con un ottimo rapporto qualità prezzo.
Degno di nota l’utilizzo di materiali di riciclo nell’arredo che pare trovino anche declinazioni a tavola, proponendo piatti curiosi ed originali che abbattono il food cost.
E poi c’è il dehor, spazio ampio e fresco dove godersi non solo una cena completa ma anche solo un bicchiere e qualche tapas.

Da tornarci, senza tentennamenti.
Prenotazione consigliata ma non obbligatoria.
Aperto tutte le sere, tranne il lunedì.
Cena completa a 30 euro.
Tapas e sfizi dai 3 ai 4,50 euro.

Cosa ho provato da Sciccaria?


Sfoglia di riso con ragù di coda


Straccetti di manzo su albicocca e senape


Cozze impanate e fritte con salsa Tzatziki


Pesto di fiori di zucca, zucchine e cialda


Caprese alla Sciccaria


Polpo su salsa di melone e menta


Melanzane mbuttunate


Pizzaiola alla Sciccaria

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