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Rifiuti pericolosi: mai sottovalutarne lo smaltimento, possono causare danni gravi
I rifiuti pericolosi costituiscono una della maggiori minacce per la flora, per la fauna e per la salute dell’uomo. Il loro smaltimento è una vera e propria responsabilità per chi li produce, ma spesso il mancato recupero di queste sostanze non è colpa delle aziende addette, ma di tutti coloro che producono tali rifiuti senza porsi tre fondamentali domande:
1. che tipo di trasformazioni subisce il materiale durante l’utilizzo?;
2. che tipo di rifiuto andrà a costituire dopo l’utilizzo?;
3. come dovrà essere smaltito?
Le conseguenze del mancato recupero sono seriamente gravi, distinguiamo quindi i rifiuti pericolosi in:
– esplosivi (la cui sigla è E);
– facilmente infiammabili (F);
– estremamente infiammabili (F+);
– comburenti, cioè che liberano ossigeno atomico o molecolare nell’aria, facilitando l’incendiarsi di sostanze infiammabili (O);
– corrosivi, che distruggono totalmente i tessuti viventi (C);
– nocivi (Xn);
– irritanti (Xi);
– tossici, che se ingeriti, inalati o se semplicemente a contatto con la pelle possono implicare rischi cronici, se non la morte (T e T+ per i molto tossici);
– pericolosi per l’ambiente, provocando danni all’ecosistema a breve o lungo periodo (N).
Generalmente sono scarti di provenienza industriale e commerciale, come quelli per l’agricoltura (pesticidi, fertilizzanti chimici), fonti radioattive, talvolta anche armi nucleari e chimiche o prodotti di uso domestico, come i detersivi per le pulizie. Si presentano in forma liquida, solida, sotto forma di metalli pesanti o tossine.
Come riconoscere quindi i rifiuti pericolosi? E’ importante saper distinguere le etichette riportanti i simboli di rischio chimico, che informano il consumatore di eventuali pericoli connessi al loro uso, manipolazione, trasporto e conservazione.
Nell’Unione Europea i simboli di rischio chimico sono stati codificati dall’European Chimical Bureau (annesso II della direttiva 67/548/EWG), mentre lo standard dei cartelli da applicare ai veicoli addetti al trasporto di sostanze chimiche è regolato dall’ European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road (ADR). Sui veicoli deve infatti essere obbligatoriamente applicato, sul retro e sulla fiancata, un pannello arancione con numeri in nero: il numero inferiore è il codice che identifica la sostanza trasportata, il numero superiore indica i pericoli da essa derivanti.
Quando ci si trova ad avere in casa o nella propria azienda rifiuti pericolosi, è opportuno rivolgersi ad aziende o ad enti pubblici addetti, come Econatura (www.econatura.it) che opera nei pressi di Vicenza e che offre ai cittadini tutte le informazioni necessarie per il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi.
Federica Caiazzo



