Qualcosa si muove: procede in Parlamento il DDL che porterà ad etichette più trasparenti

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Con l’approvazione del ddl sulla competitività agroalimentare da parte dell’aula della Camera arriva per la prima volta anche lo stop alle pratiche commerciali sleali nella presentazione degli alimenti per quanto riguarda la reale origine geografica degli ingredienti utilizzati.

E’ quanto ha affermato con soddisfazione la Coldiretti nel sottolineare la novità, introdotta con un emendamento al provvedimento, che risponde al diritto del cittadino ad una effettiva conoscenza degli elementi essenziali dei prodotti, in osservanza del codice di consumo.

Il testo prevede che l’origine degli alimenti dovrà essere obbligatoriamente in etichetta e non potrà essere omessa anche nella comunicazione commerciale, per non indurre in errore il consumatore. Niente più pubblicità al succo di arancia con le immagini della Sicilia se viene utilizzato quello proveniente dal Brasile, come purtroppo spesso avviene.

O ancora, niente pubblicità alla mozzarelle con le immagini del Golfo di Napoli se provengono dalla Germania come è successo per quella diventata blu. Una ulteriore novità è rappresentata – ha continuato la Coldiretti – dall’obbligo di menzionare la provenienza geografica di tutti gli ingredienti di cui viene indicato in etichetta il nome o l’immagine, dalle merendine alla fragola ai biscotti alle mandorle fino alle patatine all’olio di oliva.

Non va peraltro sottovalutata la norma che obbliga a costruire la tracciabilità in etichetta dell’eventuale impiego di OGM in qualunque fase della catena alimentare, a partire dai mangimi.

“Il via libera della Camera è un importante passo in avanti nella battaglia di sempre della Coldiretti nell’interesse della trasparenza e del diritto alla scelta consapevole dei consumatori”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel ringraziare i deputati della Commissione Agricoltura e gli altri parlamentari che, con un voto bipartisan, “hanno bene interpretato gli interessi generali approvando la norma nonostante le tante pressioni delle lobby che ci sono state e che, purtroppo, ancora ci saranno prima della piena applicazione”.

Secondo l’indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (97 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti e di conseguenza colmare questo ritardo è un risultato importante nell’interesse degli imprenditori agricoli e dei consumatori. Per l’Italia – ha continuato la Coldiretti – significa anche valorizzare il vero Made in Italy in una situazione in cui sugli scaffali due prosciutti su tre provengono da maiali allevati all’estero senza una adeguata informazione, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta.

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