Prodotti regionali: le alici di Menaica. Il racconto di Armando Pistolese

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PISCIOTTA (SA). La partenza per quest’ennesima avventura alla scoperta dei prodotti regionali è iniziata con un buon auspicio: il sole!!!! Peccato sia stata solo un’illusione, perché, all’arrivo a Pisciotta, inizia subito piovere.

Troviamo la signora Donatella ad attenderci davanti casa, dove ha anche il suo piccolo laboratorio, che, visti gli esigui quantitativi di questo pescato presidio Slow Food, è più che sufficiente.
L’amichevole accoglienza inizia con una piccola spiegazione sulle modalità di pesca di questo pesce azzurro, che, come molti sapranno, è pescato solo nelle giornate di mare calmo tra aprile e luglio. I pescatori, non più di sei, escono al tramonto e stendono la rete, detta appunto la “MENAICA”, strutturata in modo tale da selezionare soltanto le alici più grandi, che, dopo essersi impigliate nelle rete, si agitano, perdendo in tal modo e in breve tempo la gran parte del loro sangue.

Successivamente le alici vengono ripulite dalle interiora e dalla testa, messe nell’acqua marina, dove perdono il sangue residuo.
Giunti sulla terra ferma, i pescatori portano il pescato alla signora Donatella che le mette sotto sale. La padrona di casa ci ha fatto assaggiare le alici su una fettina di pane, rigorosamente fatto in casa, accompagnato da un filo d’olio d’oliva sempre di produzione locale (Pisciotta è famosa anche per la cultivar “pisciottana”).

Al palato ciò che risalta subito è la morbidezza e la dolcezza della carne, nonostante la salagione duri alcuni mesi.
La “menaica” viene tradizionalmente confezionata in vasetti di terra cotta, ma è possibile acquistare il prodotto anche nei meno pittoreschi, ma più pratici, vassoietti in plastica sottovuoto da 100 gr.

Molteplici i modi per consumare queste alici, segnaliamo, fra tutte, una ricetta che nasce dalla combinazione di diversi prodotti locali: le alici “inchiappate”, ovvero farcite con formaggio di capra cilentana, uova, aglio e prezzemolo, infarinate, fritte ed, infine, cotte nella salsa di pomodoro. Dopo aver fatto la nostra scorta e salutato la gentilissima signora ed il suo consorte si riparte alla ricerca di un’altra eccellenza campana!!!

 

Armando Pistolese

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