Pinot Noir. La Borgogna ne è la culla, ma avanzano gli Stati Uniti

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Durante l’assemblea plenaria del Bureau Interprofessionale dei Vini di Borgogna sono stati forniti alcuni dati relativi alla piantagione nel mondo del Pinot Noir.

Innanzitutto la superficie coltivata a Pinot Noir ammonta a 88.444 ettari. La Francia detiene un terzo della coltivazione, ergendosi così a custode dell’espressione qualitativa dell’uva. La culla del Pinot Noir è considerata la Borgogna, che ha sorpassato nella superficie coltivata lo Champagne: 13.044 ha la Borgogna, 10.580 lo Champagne.

A seguire troviamo Linguadoca-Roussillon con 2.180 ha e la Valle della Loira (incluso Auvergne e Poitou) con 2.130 ha; l’Alsazia resta a 1.691 ha. Quindi appurato che la Francia è al primo posto, al secondo si posiziona gli Stati Uniti d’America con 19.353 ha, principalmente dislocati in California e Oregon.

La Germania ne conta 11.820, l’Australia 5.113 e la Nuova Zelanda ne ha 4.828. In quanto alla nazione che ha avuto l’incremento maggiore nella coltivazione dal 1960 a oggi, è la Nuova Zelanda a vincere. E l’Italia? Non è stata nominata, forse al pari della Spagna.

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