Firenze riscopre celati splendori: una città nascosta che s’intreccia fra le mura della nuova Firenze, rovesciando la prospettiva d’osservazione di Piazza della Repubblica.

Il Palazzo dei Catellini, edificato nel XIV secolo e legato alla storia di una delle famiglie più antiche di Firenze i Catellini di Castiglione, perse il suo ‘dominio’ su Piazza della Repubblica a seguito delle modifiche urbanistiche del periodo di Firenze Repubblica. La nuova riorganizzazione lo pose sul ‘retro’ della nuova piazza e, nel periodo di guerra, le sue mura vennero celate da altre più recenti.

Grazie a lavori di ristrutturazione, che hanno capovolto nuovamente l’assetto, le originali strutture della piazza sono potute riemergere quasi intatte. Preservate proprio dallo storico inglobamento, sono state ritrovate l’antica porta, che dava diretto accesso all’odierna Piazza della Repubblica, e la duecentesca facciata di palazzo Da Castiglione che sottostà alla struttura attuale.

É qui che oggi possiamo scoprire un ristorante, il Pescerosso, le cui pareti della sala da pranzo vengono arricchite da questo storico recupero.

Un ristorante che si collega, in proprietà e gestione, allo storico Caffè letterario Le Giubbe Rosse, ed offre un menù attento ai frutti della cucina e del mare toscano.

Il Pescerosso è uno di quei posti che trasformano la sonnacchiosa Firenze nella capitale del bien vivre gastronomico: il re della cucina è David Rosati e la sous chef è Gabriella Miotto Dall’Oglio, una insolita chef dalle origini veneto/brasiliane.

DAVIDE ROSATI

Insieme formano un mix di cultura multietnica, che offre la ricerca di nuovi sapori, l’influenza della cucina mediterranea, basata sulla freschezza e sulla stagionalità dei suoi ingredienti incrociati e influenzati da sapori di terre e culture lontane. Rosati, di formazione pasticciere sotto la scuola di Marcello Pieraccioni, mitico pasticciere di Pontassieve, quello dei “fuori porta” dei fiorentini, è stato uno chef errante e giramondo, una cultura ai fornelli creata a giro per il mondo.

Alla ricerca continua di  stimoli  nuovi e nuove sfide, con l’obiettivo  finale di vincerle, si  tuffa in nuove avventure, vedi i suoi viaggi intorno al mondo, la curiosità che anima il suo vagabondare colto, mai banale, non dimenticando mai  il territorio e mettendo  in luce la materia prima, perché la considera  il punto  di  partenza di ogni  buona cucina.

Rosati, che ha scelto il mondo come casa e ha passato gli ultimi 10 anni girando per il mondo, prima di stabilirsi a Sidney in Australia per 7 anni ha avuto molteplici esperienze, quella che lui considera la sua “scuola professionale” in Venezuela, Singapore, Thailandia, Bali e poi l’Australia; ci stava bene, visto che le stagioni sono invertite nel continente australe, dove vivono 700 mila italiani e dove i ricordi, i sapori dell’Oceania “sposati” alle passioni e le emozioni dell’Italia hanno contaminato e dato una impronta alla sua cucina in quanto la cucina australiana, influenzata dalle numerosi immigrazioni di cui l’Australia ha risentito, ha contribuito a creare in questo poliedrico chef una vera cultura multietnica, dove si ritrova il ricordo rigoroso della freschezza del pesce appena pescato di mari lontani e incontaminati e i sapori nostri, mediterranei, veraci, freschi.

Nato con la passione e l’amore per la cucina, è animato da una continua ricerca, un susseguirsi di esperimenti che sono la base della sua filosofia  gastronomica, resa ancora più tangibile dalla ricerca spasmodica del  luogo d’origine. Preparare un piatto dove i sapori di terre lontane si fondono con i prodotti italiani, culture nate dai suoi ricordi, delle sue emozioni, la consapevolezza di come in  realtà il rito della tavola sia così importante tanto da sviluppare una ricerca per cercare di capire l’importanza del cibo e le relazioni tra le persone quando si siedono a tavola, quindi il cibo visto anche e non solo come veicolo di relazione. La riscoperta della semplicità per arrivare all’eccellenza.

La Cantina del Pescerosso: una grande selezione di vini nazionali e internazionali

Oltre 150 etichette di bianchi nazionali e internazionali tra cui spiccano nomi importanti di aziende emergenti ed una più breve, ma prestigiosa rassegna di rossi tutti selezionati con scrupolosa attenzione per ottenere un perfetto abbinamento con i piatti proposti in menù. Particolare attenzione è stata riservata ad alcune regioni e zone di Italia, come ad esempio gli eleganti e sofisticati vini di Bolgheri, o i classici punti fermi del nord Italia.

Oltre ai vini il ristorante propone una selezione dei migliori spumanti italiani e champagne, vini da dessert, vini da meditazione, distillati e grandi whiskies di malto.

 Cristina Vannuzzi

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