Osterie Slow Food a Foggia. La Trattoria del Cacciatore e i suoi piatti dimenticati

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cacciatore-pillo2La Trattoria del Cacciatore, storico ristorante foggiano, entra nella Guida Osterie d’Italia 2017 di Slow Food che da quasi trent’anni accompagna in giro per il Bel Paese gli amanti della cucina autentica del territorio.
Una guida dove a essere protagonisti sono luoghi dove non solo si mangia bene ma si sta bene. Luoghi popolari dove le grandi materie prime del territorio sono proposte in piatti che guardano a tradizioni antiche a un prezzo accessibile a tutti. Luoghi fatti innanzitutto di persone e di storie.
E tra questi luoghi non poteva mancare la Trattoria del Cacciatore, che nella guida viene così descritta:

Ubicata a pochi metri dalla cattedrale, la trattoria è una vera e propria istituzione cittadina: dal 1960 è un punto di riferimento per chi voglia conoscere o riscoprire la più verace tradizione culinaria locale.

Alla guida oggi c’è Francesca Pillo, che ha ereditato dai genitori l’amore e la passione per la cucina oltre al compito di portare avanti una particolare operazione di recupero della memoria enogastronomica foggiana.

Il locale, da poco ristrutturato, è spazioso e confortevole”.

Tra i piatti preparati dalla cuoca Francesca Pillo la guida evidenzia il pancotto, l’involtino alla foggiana, la salsiccia e i torcinelli. Ma il vero must della cucina tradizionale, di cui si sta perdendo la conoscenza, è la pedea: pancetta di agnello farcita con uova, formaggio, erbe, e cotta al sugo di pomodoro.
Siamo felici e onorati di far parte delle migliori osterie d’Italia selezionate da Slow Food, afferma Francesca Pillo, dopo questo importante riconoscimento continueremo a lavorare come ogni giorno, per tramandare la storia della cucina del nostro territorio”.
Durante la manifestazione regionale di presentazione delle guide Slow Food Osterie d’Italia 2017 e Slow Wine 2017, svoltasi la sera di lunedì 14 novembre nelle sale di Palazzo D’Auria Secondo a Lucera, a cui hanno preso parte anche l’on. Colomba Mongiello e l’assessore regionale Leonardo Di Gioia, ben nove chef dei ristoranti pugliesi presenti in guida hanno preparato un loro piatto.

La minestra del terrazzano
La minestra del terrazzano

Francesca della Trattoria del Cacciatore ha fatto degustare la minestra del terrazzano, preparata con verdure miste – tra cui bietoline di campagna, marasciuoli, senape, cardi, rape selvatiche e finocchietti -, fagioli, pane tostato e pancetta croccante.
Un piatto che prende il nome dalle persone che a Foggia raccoglievano e ancora oggi raccolgono frutti ed erbe spontanei della terra, detti appunto “terrazzani”.

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