La presentazione del manuale del senatore Dario Stefàno e di Donatella Cinelli Colombini è l’occasione per accendere i riflettori su un comparto che può dare una spinta decisiva alla ripresa.
Il libro contiene infatti un vademecum sul turismo del vino: la sua storia ed il suo inquadramento concettuale e normativo. E’ una guida per gli imprenditori per collocare la propria cantina tra le wine destination più ricercate e gestire l’accoglienza in una logica di sviluppo economico e sostenibilità ambientale e sociale.

Il volume “Turismo del Vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (Ed. Edagricole) è stato presentato in diretta venerdì 9 aprile sul canale Youtube del Senato della Repubblica dalla Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama alla presenza dei due autori il senatore Dario Stefàno – Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato della Repubblica – e Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino e creatrice della giornata Cantine Aperte.

Nell’ottica di sollecitare le istituzioni ad una strategia congiunta di rilancio turistico che coinvolga il vino, sono intervenuti anche tre membri dell’attuale Esecutivo: il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ed il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli.

Tra i relatori del webinar di presentazione del libro il Presidente di Assoenologi e presidente dell’Union Internationale des Œnologues Riccardo Cotarella, il conduttore ed autore televisivo Federico Quaranta ed il giornalista di Edagricole Lorenzo Tosi.

Il vino ed in generale l’agroalimentare d’eccellenza sono i locomotori della ripartenza turistica” – anticipa il senatore Dario Stefàno, estensore della prima normativa sul turismo in cantina facendo esplicito riferimento al ruolo primario dell’agroalimentare come calamita dei visitatori stranieri, ruolo in cui ha addirittura superato l’arte e la cultura, di cui il nostro Paese è ricchissima.

Per questo un manuale sul “Turismo del Vino in Italia, dove si insegnano i principi e la pratica della wine hospitality, è importantissimo e permette di trasformare le 25/30.000 cantine italiane aperte al pubblico in propulsori di sviluppo. Esso può diventare il primo mattone di una enorme costruzione che – conclude Stefàno – nell’auspicio di tutti, userà il vino e le eccellenze agroalimentari per una rinascita più veloce, sostenibile e duratura del nostro Paese”.

Puntare sul turismo del vino come locomotore della ripartenza turistica – puntualizza Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino ed ideatrice delle giornate di Cantine Aperte, evento di punta per il turismo enogastronomico – significa dare concreta applicazione agli obiettivi europei Next Generation-Recovery. L’enoturismo infatti richiede, soprattutto in questo momento, un ampio uso della tecnologia digitale e di conseguenza richiede un netto miglioramento della connettività nelle campagne. Le prospettive sono di un turismo sempre più lento, diffuso e destagionalizzato, in grado di offrire ai giovani un futuro di vita e di lavoro in campagna, ma anche di avvicinare chi produce agroalimentare a chi lo consuma, anche in termini di shopping, accrescendo la cultura alimentare e incentivando scelte nutrizionali più sane e rispettose dell’ambiente”.

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