fiordilatte-ageroleseNel 2014 latte, yogurt, formaggi e burro sono stati oggetto di tanti studi nutrizionali, apparsi su prestigiose riviste scientifiche internazionali.

Ecco le 12 scoperte più interessanti dell’anno scelte da Assolatte…

1. I prodotti lattiero-caseari proteggono dal diabete
Sono sempre più numerosi gli studi che mostrano il ruolo protettivo dei latticini nei confronti del diabete di tipo 2.

L’ultimo apparso è quello presentato al congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd 2014), in cui sono stati seguiti per 14 anni circa 27.000 adulti: analizzando il loro stile di vita e la loro alimentazione è emersa la correlazione significativa tra il consumo di latticini interi e la diminuzione del rischio di diabete di tipo 2.

Secondo i ricercatori, a provocare quest’effetto positivo è la combinazione di calcio, proteine e vitamina D, che è caratteristica dei latticini. Altri studi stanno, però, portando alla luce anche il ruolo di altri componenti dei prodotti lattiero-caseari, come gli acidi grassi e i fermenti lattici.
Significativo uno studio condotto per 11 anni dall’università di Cambridge e apparso su “Diabetologia”, che ha rilevato un calo del 28% del rischio di diabete di tipo 2 nei soggetti che mangiavano 4,5 yogurt a settimana rispetto a coloro che non lo consumavano mai.

2. Una dieta con il giusto tenore di latticini fa perdere peso più facilmente
Seguendo un’alimentazione con meno carboidrati e più lipidi (come quelli dei formaggi) si riduce di più il grasso corporeo e si dimagrisce più facilmente. E’ la conclusione a cui è giunto uno studio, pubblicato sugli “Annals of Internal Medicine”, che ha seguito per un anno 150 tra uomini e donne sottoposti a regimi dietetici diversi per quantità di grassi o carboidrati.

Da quest’analisi è emerso che abolire o ridurre drasticamente i grassi a favore dei carboidrati non comporta benefici per la linea ma anzi favorisce il pericoloso effetto yo-yo, che porta a riprendere in fretta i chili persi con la dieta. Le spiegazioni sono diverse, ma vertono attorno alla capacità dei grassi di produrre un elevato senso di sazietà e, quindi, di aiutare a tenere meglio sotto controllo l’appetito e l’intake di cibo.

3. I formaggi proteggono dalla dermatite atopica e dalle allergie alimentari
E’ noto che un’alimentazione varia durante l’infanzia aiuta a non sviluppare le allergie. Ma ora si è scoperto che anche il consumo di formaggi assicura un effetto protettivo nei confronti delle malattie allergiche. Lo studio Pature, condotto in cinque Paesi europei per valutare l’influenza della vita in campagna sullo sviluppo delle allergie e presentato al congresso 2014 dell’Accademia Europea di Allergologia e di Immunologia Clinica, ha analizzato anche l’impatto del consumo di formaggi di diversi tipi (a pasta dura, erborinati, freschi, ecc).

La conclusione è che il consumo di diverse tipologie di formaggi a partire dai 18 mesi protegge dallo sviluppo della dermatite atopica e delle allergie alimentari. Secondo gli autori dello studio, quest’effetto positivo si deve al fatto che i formaggi sono ricchi di microrganismi, di cui è riconosciuta la capacità di limitare l’apparizione di fenomeni allergici.

4. Yogurt e latti fermentati aiutano a stabilizzare la pressione del sangue
Una meta-analisi condotta dalla Griffith University di Queensland, Australia, e pubblicata su “Hypertension” ha rivelato che l’assunzione regolare e costante di probiotici (di cui latte yogurt e latti fermentati sono la più importante fonte naturale) aiuta a stabilizzare la pressione del sangue, mantenendola nei giusti valori ed evitando pericolosi sbalzi.

I ricercatori sostengono che quest’effetto sia dovuto alla combinazione dei numerosi effetti positivi dei probiotici sull’organismo umano, come la capacità di agire positivamente sul livello di colesterolo totale e di colesterolo LDL, di ridurre il glucosio e l’insulino-resistenza, di aiutare a regolare il sistema ormonale, che regola la pressione del sangue e la bilancia dei fluidi.

5. Consumare latte e derivati riduce il rischio di diventare obesi
Consumare regolarmente latte e derivati diminuisce il rischio di obesità, sia totale (indice di massa corporea) che addominale. Uno studio condotto in Lussemburgo su 1350 persone e pubblicato su “Nutrition Research” ha evidenziato che i maggiori consumatori di latticini avevano metà del rischio di diventare obesi rispetto a coloro che ne consumavano meno o non li consumavano mai. Il risultato è stato ancora più favorevole per chi sceglieva abitualmente latte e yogurt interi: in questo caso il rischio di obesità calava del 55% e quelli di obesità addominale del 65%.

6. I latticini non provocano l’infiammazione sistemica
Il latte e i suoi derivati non sono coinvolti nello sviluppo dell’infiammazione sistemica, una condizione organica di grande interesse per il mondo della ricerca poiché è coinvolta in molte malattie cardiovascolari e metaboliche. A questa conclusione è giunto uno studio, pubblicato su “Journal of Nutrition”, che ha valutato il ruolo dei prodotti lattiero-caseari su un centinaio di soggetti adulti con elevati tassi di marker dell’infiammazione sistemica.

I ricercatori hanno comparato gli effetti del consumo di 2 latticini al giorno (latte, yogurt e formaggi) con quelli determinati dal consumo di un menu, con il medesimo valore energetico, composto da succhi di frutta, ortaggi, anacardi e biscotti. In chi seguiva uno stile alimentare equilibrato, al consumo di latticini non si è associato alcun effetto indesiderabile sui marker dell’infiammazione sistemica. A questo va aggiunto che studi precedenti indicavano addirittura una diminuzione dei marker in coloro che consumavano prodotti lattiero-caseari alleggeriti.

7. I grassi dei latticini sono benefici per il cuore
Non c’è nessun link tra il consumo di grassi e il rischio di malattie cardiovascolari: è la conclusione a cui è giunta una meta-analisi, condotta dai ricercatori della Cambridge University, dell’Harvard University e dell’Erasmus University.

L’articolo, pubblicato su “Annals of Internal Medicine”, ha analizzato circa 80 ricerche condotte su oltre 650.000 persone concludendo che non ci sono sufficienti evidenze a dimostrazione che un’alimentazione con un basso apporto di grassi saturi e un alto apporto di grassi polinsaturi sia più salutare per il cuore.
Un altro studio uscito sempre sugli “Annals of Internal Medicine” ha rilevato che una dieta ad alto tenore di grassi (oltre il 40% delle calorie giornaliere) e a basso tenore di carboidrati si accompagna al calo dei trigliceridi, dei marcatori di infiammazione e dei fattori di rischio cardiaco nonché all’aumento del colesterolo “buono” (Hdl), senza però determinare un aumento del colesterolo totale, di quello “cattivo” (Ldl) e della pressione sanguigna.
Il fatto è che i grassi (compresi quelli del burro e dei formaggi) hanno un effetto più complesso e favorevole sul corpo umano di quanto si pensava finora. E, nel peggiore dei casi, si limitano ad avere un effetto neutrale su obesità e cardiopatia.

Le nuove ricerche riabilitano, dunque, il ruolo dei grassi in un’alimentazione equilibrata e puntano invece il dito contro l’eccesso di carboidrati, zuccheri e dolcificanti, accusato come principale responsabile dell’epidemia di obesità e di diabete alimentare.

8. I prodotti lattiero-caseari predispongono i bambini a una vita più sana
Su “Nutrition Reviews” è stata pubblicata una review che ha raccolto gli studi più recenti dedicati al ruolo nutrizionale dei prodotti lattiero-caseari nella crescita e ai loro effetti sulla salute di bambini e ragazzi. I comprovati benefici che bambini e ragazzi ottengono dal consumo regolare i prodotti lattiero-caseari sono numerosi: miglior salute delle ossa, maggiore crescita in altezza, meno carie dentale nei bambini, e pressione arteriosa più bassa.
Inoltre dagli studi è emerso che la corretta assunzione di latticini aiuta anche a mantenere bambini e ragazzi in forma. Infatti numerosi ricercatori hanno evidenziato che il calo dei consumi di prodotti lattiero-caseari si associa a un aumento del rischio di obesità sia perché la combinazione di alcuni componenti dei latticini può influenzare la deposizione del grasso, sia perché la riduzione del consumo di latte porta a un maggior consumo di bevande zuccherate.

9. I prodotti lattiero-caseari migliorano la dieta dei vegetariani
Latte e derivati hanno un ruolo di primo piano nell’alimentazione umana perché rappresentano la fonte più economica – sia in termini di costo che di praticità – di alcuni nutrienti piuttosto critici a causa dell’elevato fabbisogno umano (come il calcio, ad esempio). Questi nutrienti diventano ancora più importanti per i vegetariani, per i quali rappresentano la fonte insostituibile di alcuni nutrienti particolarmente critici per questo tipo di alimentazione, come la vitamina B12 e la vitamina D.

A confermarlo è uno studio pubblicato sull’”American Journal of Clinical Nutrition”, secondo il quale il consumo di latticini migliora l’apporto proteico dei vegetariani, assicura il necessario quantitativo di calcio (estremamente difficile da raggiungere se si eliminano i prodotti lattiero-caseari), fornisce un significativo quantitativo di zinco, rendendolo anche più biodisponibile. Inoltre i latticini garantiscono il fabbisogno organico di molte vitamine del gruppo B, evitando così di dover ricorrere ad alimenti fortificati o a integratori alimentari per assicurarsi tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno.

10. L’accoppiata di calcio e vitamina D tipica dei latticini fa bene alle arterie
Più è alto l’apporto di calcio alimentare, migliore è lo stato di salute delle arterie. E ulteriori benefici si hanno quando anche l’intake di vitamina D è soddisfacente. Lo ha evidenziato uno studio condotto in Giappone e pubblicato sul ”British Journal of Nutrition”, che ha analizzato l’apporto di calcio e vitamina D correlandolo con la rigidità delle arterie, che rappresenta un marker delle lesioni
vascolari provocate dall’aterosclerosi. I risultati dello studio hanno mostrato in modo evidente che il calcio favorisce la salute delle arterie, ma solo quando viene accompagnato dalla vitamina D, come accade nei prodotti lattiero-caseari. La spiegazione è che la vitamina D favorisce l’assorbimento intestinale del calcio, rendendolo facilmente disponibile per l’organismo.

11. L’ipertensione migliora in chi consuma latticini
I prodotti lattiero-caseari sono considerati benefici per il controllo della pressione arteriosa nelle persone sane: ma hanno lo stesso effetto anche sugli ipertesi? Sembra proprio di sì: lo dimostra uno studio comparativo condotto in Francia su 89 tra uomini e donne con lievemente o mediamente ipertesi, che sono stati sottoposti a due differenti regimi alimentari, l’uno con latticini e l’altro senza.

Il risultato dello studio, pubblicato su “Nutrition Journal”, ha evidenziato un abbassamento di due punti della pressione negli uomini consumanti latticini. Nelle donne, invece, seguire una dieta con i prodotti lattiero-caseari ha portato al miglioramento della funzione endoteliale, la cui alterazione rappresenta una delle prime complicanze dell’ipertensione e un fattore che aumenta il rischio vascolare.

12. Introdurre i latticini nell’alimentazione allunga la vita
Il consumo di latte e derivati è una novità recente in Asia. Ed è proprio questo a farne forse l’unica area al mondo dove si può valutare l’impatto sulla salute dell’introduzione dei prodotti lattiero-caseari nell’alimentazione quotidiana. E’ quello che hanno fatto gli studiosi del National Health Research Institutes di Taiwan che hanno condotto uno studio sull’isola durato 14 anni.

I risultati, pubblicati su “The Journal of the American College of Nutrition”, hanno mostrato come il consumo di prodotti lattiero-caseari si accompagni a un evidente abbassamento della mortalità. I soggetti che hanno consumato latticini da 3 a 7 volte a settimana hanno, infatti, evidenziato nell’arco dei 14 anni una diminuzione della mortalità assoluta del 39%, con punte dell’86% nella mortalità dovuta a cause cardiovascolari e del 99% in quella dovuta a problemi vascolari cerebrali.

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