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L’anice nero della Sila
Un prodotto alquanto raro che resiste nella memoria di molti calabresi e sulle tavole di quei pochi che hanno ancora l’abitudine di andarlo a cercare in montagna.
L’anice nero della Sila è un prodotto inserito non a torto nell’Arca del Gusto di Slow Food, perché rischia di scomparire dalle tradizioni e dagli usi locali.
Ha un sapore più persistente dell’anice comune e un retrogusto dolciastro.
Le proprietà dell’anice nero
È un potente digestivo con effetti diuretici, antinfiammatori e antidolorifici, ma anche antispasmodico, antisettico ed espettorante.
Già utilizzato nell’antico Egitto come farmaco, i Romani avevano l’abitudine di consumare dolci all’anice per aiutare la digestione dopo i loro lunghissimi pasti.
È nota la sua presenza, anche sotto forma di olio, per preparare bevande alcoliche digestive.
Dove si trova l’anice nero della Sila
Si trova sulle pendici più soleggiate della Sila, in buona parte dell’entroterra settentrionale della Calabria. Presente fino a circa mille metri di altitudine, i suoi acheni sono pronti per essere raccolti tra fine luglio e agosto.
Fa parte della tradizione familiare e anche la raccolta continua in quelle famiglie in cui è stata tramandata. Ma è così complesso raccoglierlo e ripulirlo, che il prodotto viene utilizzato in minime dosi, centellinandolo. Lo si ritrova in alcuni mercatini locali, ma è difficile trovarlo in vendita confezionato. Anzi, sarebbe bene diffidare nel caso lo si trovasse.
La sua rarità porta in alto il suo prezzo, il quale può raggiungere anche i 450 euro al chilogrammo.
Come viene utilizzato l’anice nero
Denominato “ananzu” nella cultura locale, viene utilizzato soprattutto per produrre i classici taralli all’anice, ovvero biscotti secchi a forma di anello. La sua difficile reperibilità ha portato molti artigiani alla produzione di taralli con anice comune, decisamente diverso per qualità e sentori a quello nero autoctono. Oggi resistono alcune produzioni di liquori all’anice nero della Sila.
Grazie all’avvocato Emilio Vaccai, estimatore di questo prodotto e divulgatore attento delle sue peculiarità, il quale ci ha donato la foto. Grazie per la disponibilità e le informazioni anche allo chef Carmelo Fabbricatore.
Questo è, senza dubbio, un articolo in divenire. Le scarne informazioni su questo prodotto ci guideranno ad ulteriori ricerche di cui vi daremo sempre nota aggiornandolo di volta in volta!



