La Vigna Don Peppe. E dai beni confiscati rinasce un territorio

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PIGNATARO MAGGIORE (CE). Dal riutilizzo dei beni confiscati una risorsa per il territorio pignatarese. Sarà inaugurato il prossimo 4 giugno, alle ore 16, il “Museo delle Tradizioni Contadine” e la “Vigna don Peppe”, presso la Fattoria sociale e didattica “Aria Nuova”.

Al termine di un lungo e difficile lavoro, il Consorzio Icaro, presieduto da Gabriele Capitelli, ente gestore della proprietà, è riuscito a far nascere un’esposizione permanente di antichi attrezzi agricoli, nonché l’impianto del vigneto con il quale verrà prodotto il vino “Don Peppe”, in memoria del prete anticamorra.

Il vino sarà il secondo prodotto realizzato da Icaro sui beni confiscati di Pignataro Maggiore, dopo il succo di frutta “Le Ali” ottenuto dai frutti del pescheto sequestrato dallo Stato e affidato ad Icaro di via Conte. Il prossimo 4 giugno, quindi, alla presenza delle istituzioni e di autorità civili e militari, avverrà il taglio del nastro di questi importanti progetti. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Caserta, dalla Coldiretti, dall’ASL Caserta e dall’UNCI Campania.

“Il progetto prevede l’impianto di 4 ettari di vigneto (2 sono impiantati nel 2010 e 2 nel prossimo anno), da queste vigne verranno prodotti due vini: il Don Peppe Rosso (Campania IGT) uvaggio di: Aglianico 34%, Pallagrello nero 33% e Montepulciano 33% ed il Don Peppe Bianco (Campania IGT) uvaggio di: Fiano 34%, Falanghina 33% e Pallagrello Bianco 33%”, ci spiega l’agronomo Pietro Razzino.

“Il Consorzio Icaro in tal modo intende ulteriormente affermare la sua presenza sul mercato dell’agroalimentare con prodotti fortemente connotati con il territorio e con la Terra di Lavoro in particolare. È una bella sfida di questa nostra provincia che cerca faticosamente di sollevare la testa fin troppe volte mortificata da episodi ed eventi commessi da pochi scellerati”, conclude Razzino.

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