La Campania enogastronomica secondo il Censis. Salerno ottava e prima rispetto al resto del Sud

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AMARONEIl turismo enogastronomico vince e funziona in provincia di Salerno e, in parte, nell’Irpinia. Bocciata la provincia di Napoli, male Caserta e poco sfruttato e valorizzato il Sannio. Sono questi i dati che emergono dal rapporto annuale del Censis e dell’associazione Città del Vino presentato alla Bit di Milano.

La provincia di Salerno conquista i primi posti delle categorie censite. E’ dunque, in Italia, l’unica nel Mezzogiorno, per quantità e qualità dei ristoranti agrituristici o comunque legati alla produzione del vino. Sono risultate migliori del salernitano soltanto Bolzano, Perugia, Cuneo e Brescia. Per la selezione di prodotti tipici a marchio controllato che sono legati ai presidi slow food, la provincia di Salerno si colloca seconda in Italia, lasciando lo scettro a Cuneo.

Infine, la classifica generale per il turismo enogastronomico: Salerno è l’unica in Campania tra la top delle venti regioni, piazzandosi all’ottavo posto. Per Coldiretti Salerno, l’agriturismo e i punti vendita diretti dei prodotti tipici, si confermano l’unico vero motore della vacanza Made in Salerno, unico segmento in costante crescita nel panorama dell’offerta turistica regionale.

Spulciando la classifica del Censis, tra le altre province della Campania, resiste soltanto l’Irpinia. Che ottiene la quindicesima posizione in un classifica di qualità:quella dei produttori agroalimentari selezionati dal Gambero Rosso. La provincia di Avellino, è infatti, l’unica in Campania in questo particolare settore. Prive di menzione Napoli e il Sannio, che non presentano alcuna eccellenza in classifica. Sarà occasione per fare qualche riflessione?

 

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