L’Azienda Improsta per le energie alternative. L’esempio dell’impianto de La Perla del Mediterraneo

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EBOLI (SA). Le energie alternative: Biomasse da legno, biogas e fotovoltaico ed eolico. Sono questi i temi trattati all’Azienda Agricola Sperimentale Regionale Improsta lo scorso 14 dicembre. Un workshop per ragionare sullo stato dell’arte delle sperimentazioni e degli studi promossi dalla struttura regionale ed anche per continuare a prospettare sviluppi – anche tecnologici ed energetici – per le realtà produttive territoriali. I cambiamenti climatici ed anche l’incertezza politica-economica relativa ai combustibili fossili non possono non richiamare l’attenzione sulle energie da fonti rinnovabili. A parlare esperti e ricercatori come Antonio Saracino, docente Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e patologia Vegetale dell’Università di Napoli “Federico II” e Luigi Todaro, docente Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente dell’Università della Basilicata di Potenza. La Regione Campania ha iniziato presso l’Azienda Improsta un percorso di ricerca partendo dalle biomasse legnose per proseguire poi con altre tipologie di interesse per l’agricoltura, comparto che può avere un ruolo fondamentale in tal senso.

Diversi già gli esempi nella Piana del Sele, come l’impianto di produzione di biogas della “Perla del Mediterraneo” – noto caseificio della zona – entrato in funzione da qualche mese con l’obiettivo di produrre energia da biomasse partendo dai fanghi della depurazione e dal siero della caseificazione del latte. A pieno regime questo impianto raggiungerà una produzione di 200 metri cubi al giorno. Chiaramente è più semplice prevedere impianti per cui conferiscano più aziende, perché l’impianto più è piccolo e più alto è il costo. Un investimento di un impianto medio che costa 700 mila euro può essere recuperato all’incirca in 4 anni. La Piana del Sele tra i rifiuti dell’orticoltura e i reflui derivanti dagli allevamenti è un posto particolarmente adatto alla presenza di impianti biogas. A sottolinearlo anche Vincenzo Aita, presidente dell’Azienda Improsta, che auspica l’eventuale costituzione di un consorzio che porti alla costruzione di un impianto.

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