Italia, Francia e Spagna insieme in nome della fragolicoltura. Il settore è in crescita, la Campania detiene il primato italiano

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foto1SALERNO. Il gruppo di contatto della fragola italo-franco-spagnolo, formato dai produttori dei tre Paesi oltre che dai rappresentanti dei rispettivi Governi, si è riunito giovedì 7 marzo 2013 a Salerno, ospiti della Camera di Commercio, per analizzare il risultato della campagna del 2012 e per fare il punto su quella appena iniziata.

Il gruppo di contatto della fragola è uno dei gruppi creati nell’ambito del Comitato Misto dei tre paesi. Gli altri gruppi riguardano il pomodoro, l’aglio, le pesche nettarine e le mele. Si riuniscono periodicamente per analizzare l’andamento del mercato, i problemi e le questioni d’interesse comune, oltre che migliorare i rapporti tra gli operatori europei e promuovere azioni congiunte quali il superamento delle crisi di mercato determinate a volte da fattori congiunturali che non hanno una relazione precisa con la riduzione dei prezzi alla produzione, ma producono frequenti crisi per il sistema produttivo.

L’incontro è stato fortemente voluto dalla Presidenza della Camera di Commercio di Salerno nella persona di Guido Arzano, ponendo il ruolo dell’Ente come attore per rilancio del comparto agricolo ed agroindustriale, che nella nostra provincia vede favorevoli segnali di ripresa.

Con gli interventi di Xavier Mas AOPnFraises in rappresentanza della Francia, di Rafael Dominguez Guillen direttore di Freshuelva e Jose M. Pazancos di Fepex per la Spagna, e del dottor Luciano Trentini del CSO per l’Italia, sono stati illustrati i dati dei rispettivi paesi. I numeri evidenziano la leadership produttiva della Spagna con i suoi 6800 ha di superficie investita, contro i 2800 ha dell’Italia che rimane comunque il secondo produttore di fragole europeo.

Alla regione Campania va il primato di primo produttore italiano con i suoi circa 1000 ha.

Il livello di aggregazione del prodotto mostra notevoli differenze fra le varie nazioni, l’esempio francese è sicuramente il più virtuoso e da prendere a modello con oltre il 60% aggregato, ed un differenziale dei prezzi alla vendita superiore del 30% della media europea.

La necessità di sostenere il comparto in termini di organizzazione della produzione, di valorizzazione dell’origine e di riequilibrio della filiera è stato ben argomentato dal prof. Walter Faedi, tra i maggiori esperti di fragolicoltura mondiale e da Egidio Sardo direttore dell’Ismea.

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L’importanza del comparto per la regione Campania, è stato sottolineato ampiamente dalle OP presenti che hanno evidenziato gli oltre cento milioni di euro di fatturato e le seicentomila giornate lavorative che in termini di ULU (unità lavoro uomo) si traducono in circa 4.000 posti di lavoro.

Ai lavori era presente Roberto Cherubini, in rappresentanza del MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) che ha evidenziato come il comparto della fragolicoltura nell’ambito del dibattito per la riforma dell’OCM ortofrutta in ambito comunitario, sia tenuto in grandissima considerazione. Infine, si è preso atto, con soddisfazione, che la collaborazione tra le organizzazioni professionali come Unaproa, rappresentata all’incontro dal direttore Stefano Franzero ed ItaliaOrtofrutta, ha prodotto il raggiungimento di ottimi risultati a vantaggio del sistema produttivo.

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