Indagine ISPO Come gli italiani percepiscono il valore delle aree protette

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Qui di seguito in sintesi i risultati dell’indagine, realizzata da ISPO Ricerche per il WWF Italia, nella popolazione italiana sulla percezione delle aree naturali protette. L’indagine ha coinvolto un ampio campione di 800 individui, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per quote di genere, età, titolo di studio, condizione professionale, macroarea geografica e ampiezza del comune di residenza. Le interviste telefoniche sono state condotte nei giorni 23-24 novembre 2011.

La conoscenza e fruizione delle aree naturali protette.

I diversi tipi di area naturale protetta sono generalmente conosciuti da oltre i due terzi della popolazione – in particolare i parchi naturali (73%) -, ma le aree Natura 2000 sono meno note (27%).

La conoscenza è maggiore tra i giovani (18-34enni), i più istruiti e i residenti del Nord Ovest. Il 44% degli intervistati inoltre ha dichiarato di aver visitato almeno uno dei tipi di area naturale protetta, specie gli uomini, i 25-34enni e i più istruiti.

> Gli obiettivi delle aree naturali protette e i valori ad esse associati.

La maggioranza della popolazione sembra conoscere lo scopo principale delle aree naturali protette: il 60% cita infatti la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale, specie i giovani, i laureati e coloro che hanno visitato queste aree. A questa quota si aggiunge un ulteriore 20% che indica l’educazione e la sensibilizzazione dei cittadini verso i temi ambientali.

Alle aree naturali protette è riconosciuta una notevole importanza, sia per il benessere delle persone e delle generazioni future (il 47% è molto d’accordo, il 48% lo è abbastanza), sia per la capacità di essere veicolo per educare e sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali (il 43% è molto d’accordo, il 49% lo è abbastanza), sia per la sicurezza dell’essere umano, intesa come protezione da eventi naturali estremi o dal dissesto idrogeologico (il 42% è molto d’accordo, il 47% lo è abbastanza), sia – in misura leggermente più contenuta – per l’economia del Paese (il 33% è molto d’accordo, il 51% lo è abbastanza). Le percezioni positive sono significativamente maggiori tra quanti hanno visitato le aree naturali protette.

> Veniamo quindi alle risorse destinate alle aree naturali protette e la disponibilità degli italiani a contribuire.

La maggioranza assoluta del campione (54%) è dell’opinione che lo Stato dovrebbe prevedere un aumento degli investimenti nelle aree protette naturali, specie i 45-54enni, i laureati, i residenti nel Centro e gli elettori di centro sinistra. Il 39% ritiene opportuno che gli investimenti non si discostino da quelli finora erogati, mentre una quota minoritaria (2%) è del parere che essi debbano essere ridotti. Tra quanti hanno un’esperienza diretta delle aree protette è maggiore l’attesa di un aumento della spesa pubblica (60%).

Se gli intervistati si auspicano un aumento dei finanziamenti o comunque non un loro taglio (93%), il campione si divide riguardo alla disponibilità personale a contribuire alle risorse. Il 50% si dice infatti disponibile personalmente a contribuire in qualche misura al finanziamento delle aree naturali protette – specie i 45-54enni, i residenti nel Nord Italia e i visitatori -, ma il 47% non è d’accordo. In particolare il 17% si dichiara assolutamente contrario, specie i più anziani, i meno istruiti e i residenti nel Mezzogiorno.

Tra quanti hanno un’esperienza diretta delle aree protette la disponibilità personale a contribuire alla risorse arriva al 51%.

>I temi ambientali prioritari.

Interrogati sull’agenda del Ministero dell’Ambiente, gli italiani non sembrano condividere un tema prioritario. Come prima risposta, il 22% cita il controllo della gestione e dello smaltimento dei rifiuti (47% totale citazioni), il 19% (40% totale citazioni) la protezione del suolo dai rischi di dissesto idrogeologico e il 18% l’educazione ambientale dei cittadini (39% totale citazioni). L’esposizione mediatica agli avvenimenti degli ultimi mesi sui rifiuti e delle ultime settimane sulle alluvioni ha probabilmente inciso in qualche misura nelle risposte.

Meno citate le altre tematiche, sia la gestione e lo sviluppo delle aree naturali (prima risposta 10%; totale citazioni 23%), sia la conservazione della biodiversità (prima risposta 6%; totale citazioni 17%). Quest’ultima è generalmente più citata tra i visitatori delle aree naturali protette, la cui graduatoria non si discosta comunque da quella della popolazione nel suo complesso.

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