In viaggio con Roberto. Nel mondo fatato del Giardino di Ninfa

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Visitare il Giardino di Ninfa significa immergersi in un mondo meraviglioso, un luogo in cui il mondo reale si fonde con quello delle fiabe.

Non a caso qualche anno fa il New York Times definì quest’area “il giardino più bello del mondo”; quel che è certo è che, visto una volta, il Giardino di Ninfa rimane nel cuore per sempre.

Ma ora andiamo un po’ indietro nel tempo per capire come nasce questa incredibile area botanica e storica che tanto affascina i visitatori.

Ninfa, che prende il nome da un tempio dedicato alle Ninfe, era abitata già in epoca classica ma diventò un importante centro abitato in epoca longobarda quando per passare sulla strada che si trovava nei suoi pressi era imposto un pedaggio che divenne una vera e propria fonte di ricchezza, tanto che quello che in origine era solo un piccolo centro rurale si arricchì ben presto di numerose case e chiese, diventando una opulenta cittadina, la cui importanza la vide anche protagonista dell’elezione di papa Alessandro III che avvenne nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

Il periodo di maggiore floridezza della città si ebbe tuttavia sotto il pontificato di Bonifacio VIII, che confiscò il territorio di Ninfa alla famiglia dei Colonna, vendendolo poi a Pietro Caetani nel 1297. Sotto la guida di Caetani venne effettuato l’ampliamento del castello, il rafforzamento delle mura, la bonifica delle aree paludose, la costruzione di palazzi importanti, mulini, botteghe e nuove chiese che portarono grande prosperità alla comunità.

Dopo varie vicende politiche legate soprattutto agli orientamenti politici dei papi successivi, nel 1381, durante il papato di Clemente VII, in seguito a una sanguinosa lotta per il possesso del feudo di Ninfa la città venne assediata, saccheggiata e distrutta “a colpi di piccone” tanto che non venne mai più ricostruita e il territorio divenne nuovamente paludoso.

Nell’epoca successiva il territorio di Ninfa rimase nei possedimenti dei Caetani di Fondi e nel XVI secolo il cardinale Nicolo III Caetani fece realizzare un primo giardino, piuttosto semplice, che però cadde in disuso dopo la sua morte.

Piccoli interventi furono realizzati anche in epoche successive ma, di fatto, il territorio rimase più o meno abbandonato fino al 1921, quando Gelasio Caetani diede di nuovo avvio alla bonifica dell’area e al restauro di alcuni ruderi.

Fu sua madre, Ada Wilbraham, esperta di orti e giardini, che iniziò a piantare piante esotiche che recuperava durante i suoi numerosi viaggi all’estero. Il clima umido, dovuto alla presenza di un torrente e alle copiose piogge, favorirono lo sviluppo di queste specie botaniche.

Successivamente anche Roffredo Caetani, insieme alla moglie e alla figlia, proseguì nella realizzazione del giardino che già negli anni Trenta aveva acquisito una grande notorietà.

L’ultima erede della famiglia, Lelia Caetani, prima di morire, nel 1977, diede vita alla Fondazione Roffredo Caetani che ancora oggi gestisce il giardino di Ninfa e il castello di Sermoneta, mentre nell’area circostante è sorta un’area protetta del WWF a sostegno della fauna e flora autoctona.

Quello che oggi si presenta al visitatore è un giardino incantato che in ogni stagione presenta colori e magie diverse senza stancare mai.

Un migliaio di piante, di cui moltissime esotiche, sono presenti su una superficie di ben otto ettari, vivendo in una perfetta simbiosi scenografica con i ruderi dell’antica cittadina.

L’area, attraversata dal fiume Ninfa e da diversi ruscelli, beneficia di un clima subtropicale in cui aceri, faggi, pini, bignonie, yucche, alberi della nebbia, cedri, ciliegi, banani, acacie, bambù gigante e moltissime altre specie prosperano, sotto forma di giardino all’inglese, creando scenografie che cambiano e meravigliano a ogni angolo voltato.

Tra di esse ci si imbatte negli antichi resti della chiesa di San Giovanni, dell ‘XI secolo, della chiesa di Santa Maria Maggiore, del XII secolo, nei ruderi delle case, nella torre, nei ponticelli sul fiume, fino ad arrivare al castello la cui immagine ancora oggi conserva integra la forza difensiva di un tempo.

A completamento, dopo aver saziato gli occhi delle meraviglie di Ninfa, si può visitare il castello e il suggestivo borgo medievale di Sermoneta dove vi sono anche tre ristoranti che possono rappresentare una gradevole sosta dopo i percorsi fatti a piedi ma, nel caso, è bene prenotare perché nei giorni di apertura del Giardino di Ninfa l’affollamento turistico può essere notevole.

Il giardino è aperto da marzo a novembre ma, soprattutto in questo periodo, le visite vanno rigorosamente prenotate e bisogna attenersi al regolamento che troverete sulla pagina https://giardinodininfa.eu/.

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