Se nel corso della vostra vita siete stati almeno una volta a Sorrento vuol dire che avete visto già un bel tratto della Costiera Sorrentina, perché siete passati per Castellammare, Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e, naturalmente, la stessa Sorrento, e avete visto il suo Corso Italia, le viuzze del centro storico e i suoi numerosi monumenti.
È un tratto di costa celebre e imponente, caratterizzata dal costone tufaceo che improvvisamente strapiomba nel mare, ma anche densamente abitata e affollata di turisti in ogni periodo dell’anno.
Superata Sorrento, però, si entra un mondo completamente diverso, il territorio di Massa Lubrense, meno popolato e più tranquillo, ricco di vegetazione, belle insenature, piccoli approdi marini, colori e vedute mozzafiato dove l’indiscussa protagonista è sempre Capri che si affaccia a ogni curva voltata della strada.


Qui le creste dei Monti Lattari terminano la loro corsa affondando nel mare a Punta Campanella, lo spartiacque tra i golfi di Napoli e di Salerno, un luogo del mito celebrato fin dall’età classica con un tempio dedicato a Minerva dinnanzi al quale i marinai versavano vino nel mare per assicurarsi la benevolenza della dea.
In ogni stagione questo tratto terminale della Penisola Sorrentina, gradevole anche se solo percorso in auto, offre bellezze da scoprire sia lungo il mare, sia andando a esplorare le sue numerose frazioni interne.


La prima che si incontra è una pittoresca borgata marinara, la Marina di Puolo, che nel periodo estivo offre una bella spiaggia per un’esperienza balneare. Ma se non siamo nel periodo caldo proseguiamo per Massa Lubrense in cui un’ariosa piazza invita a una sosta e a una visita alla Cattedrale di Santa Maria delle Grazie che conserva ancora una parte del pavimento maiolicato originale realizzato nel 1780 dal maestro ceramista Ignazio Chiajese.

A poca distanza si trova il Cerriglio, un breve vicolo cieco di grande impatto scenografico che immette in quella che nel XV secolo fu la dimora della nobile famiglia De Martino.

Il percorso è ornato di statue marmoree a mezzobusto di probabile fattura rinascimentale – solo due probabilmente di epoca romana – e termina con un ninfeo seicentesco ricoperto di capelvenere, ai cui lati si trovano due mascheroni di marmo con incisa la data del 1681.

Lasciando Massa si può scendere verso la Marina della Lobra, con le sue graziose case e il colorato porticciolo, o proseguire in direzione della propaggine estrema.
Lungo la strada troviamo la deviazione per la frazione Annunziata, un angolo di pace, tranquillità e stupende vedute caratterizzato dalla presenza della seicentesca Torre del Turbolo, da una grande terrazza con meravigliosa vista su Capri e, soprattutto, dalla presenza del castello aragonese da cui con un sol colpo d’occhio si ammirano il golfo di Napoli, le colline del Deserto, delle Tore, Massa Lubrense e la Marina della Lobra e, ancora immancabilmente, l’isola di Capri.


Riprendendo la strada principale, che qui prende il nome di via Nastro d’Oro, ci dirigiamo verso la frazione più estrema della Penisola, quella di Termini.

Dal piccolo parcheggio si gode di un’altra spettacolare veduta sull’isola di Capri ma, per volerla davvero quasi toccare con mano, consigliamo di imboccare la stretta Via Campanella, lasciare l’auto alla fine della strada e fare la stupenda passeggiata che vi porterà sul finis terrae della penisola, la mitologica Punta Campanella.

Imboccate anche la stretta deviazione sulla sinistra poco prima di arrivare: in cinque minuti guadagnerete una imperdibile veduta sulla Baja di Jeranto.


Se invece non avete tanta voglia di camminare, sempre dalla Via Campanella, sulla sinistra, una strada rotabile vi fa risalire il fianco del Monte San Costanzo.

Lasciate l’auto dove inizia il percorso, davvero breve, che vi porta all’omonima cappella e all’improvviso lo sguardo spazierà dall’alto sulla Marina del Cantone, sull’ultimo tratto della Costiera Amalfitana con gli isolotti di Li Galli, Vetara ed Isca, e sul golfo di Salerno fino a Punta Licosa, su parte della baia di Jeranto, e ancora su Capri, Ischia e Procida.

Uno scenario semplicemente grandioso che vi lascerà senza fiato.


È tempo di tornare indietro, prendere la strada per Nerano e Marina del Cantone, tappa obbligata nei mesi caldi e in ogni caso gradevolissima in tutti gli altri. Da Nerano parte un altro sentiero che in 50 minuti permette di raggiungere la Marina Piccola di Jeranto o Spiaggia di Capitiello, un angolo incontaminato dalle acque cristalline.


Ancora da segnalare, a Sant’Agata sui due Golfi, il meraviglioso altare capolavoro in tarsia marmorea e madreperla realizzato nella seconda metà del Seicento da Dionisio Lazzari nella chiesa di Santa Maria delle Grazie che nell’Ottocento fu definito il più bello del mondo.


In questa veloce panoramica abbiamo elencato solo alcune delle tante meraviglie del comprensorio massese, quel tanto da invogliarvi a una prima esplorazione, ma stavamo dimenticando un dettaglio di non poco conto: durante tutto questo girovagare dove fare una gradevole sosta per il pranzo?

Vi svelo dove faccio sempre tappa io: tra Massa Lubrense e Termini, in località Marciano, trovate aperto tutto l’anno il Ristorante Nastro d’Oro.

Stupenda vista su Capri, pesce sempre freschissimo, massima cortesia, prezzi onesti. Detto questo, buona gita!

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