In viaggio con Roberto. Bordeaux: la Francia del vino…

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Se siete amanti del vino dovete andare a Bordeux, in Aquitania, una delle regioni dove la produzione vitivinicola raggiunge livelli altissimi, sia in termini quantitativi e, soprattutto, qualitativi.
Se invece il vino non è al centro dei vostri interessi, allora il consiglio è di andarci lo stesso, per godere della visita di questa affascinante città francese a due passi dall’Oceano Atlantico.
Ad attirare molti turisti è anche un dettaglio economico non di poco conto, la presenza di voli estremamente economici da quasi ogni parte d’Europa e, nel nostro caso, da Roma e Milano in primis.


Un soggiorno a Bordeaux può essere racchiuso in un fine settimana, ma se, come consiglio, desiderate vedere qualcosa in più, visitare i graziosi paesi del circondario che letteralmente emergono tra vigneti a perdita d’occhio e organizzare una gita alla Duna du Pilat, la più grande duna di sabbia d’Europa sulla sponda dell’oceano (ne vale la pena!) sostate più giorni, di sicuro non avrete modo di annoiarvi.
Ma andiamo per ordine. Il primo consiglio è di prenotare un albergo con buon anticipo, soprattutto se andate durante il periodo della vendemmia, che qui rappresenta l’altissima stagione, da prendere possibilmente nel centro storico oppure, per praticità di collegamenti, nei pressi della stazione ferroviaria di St. Jean.
Se arrivate in aereo, l’autobus della Linea 1 parte direttamente davanti all’aeroporto e vi porta in centro al costo di 1,50 euro in circa 45 minuti (8 euro col bus diretto aeroporto-stazione, circa 50 euro col taxi).


Il centro storico della città, Patrimonio Mondiale Unesco dal 2007, si può esplorare agevolmente a piedi perché le distanze tra i monumenti più prestigiosi sono tutte piuttosto brevi e, passando dall’uno all’altro, si percorrono vie e piazze di grande fascino rese vivaci da una notevole quantità di ristoranti, caffè, mercatini e negozi.


Un buon punto di partenza può essere la bella Place de la Bourse che si trova nel quartiere di Saint-Pierre, proprio nel centro cittadino, ben collegata con i trasporti pubblici. Costruita nel XVIII secolo, questa piazza ha segnato la fine del periodo medievale e l’inizio della sua espansione al di fuori delle vecchie mura.

Nel 2006 Place de la Bourse è stata rinnovata con l’aggiunta di un vero e proprio specchio d’acqua, il Miroir d’Eau, in cui dalla riva della Garonna si vedono fiabescamente riflessi i palazzi monumentali che si affacciano sulla grande piazza.
Al di là della posizione strategica, per fare delle bellissime fotografie il consiglio è di arrivarci al tramonto, quando la suggestione dell’effetto specchio è massima. Un bel tema fotografico è anche il vicino Pont de Pierre, costruito agli inizi dell’Ottocento, sicuramente il ponte più elegante della città, particolarmente romantico di sera.


Per arrivarci si percorre un tratto del lungofiume della Garonna, considerato una delle più belle banchine del mondo, in cui i vecchi edifici in mattoni rossi che un tempo ospitavano magazzini sono stati perfettamente recuperati e trasformati in luoghi di cultura, sport e divertimento. Passeggiate, parchi, giardini, piste ciclabili, negozi, bar, ristoranti si susseguono lungo il corso del fiume, rendendolo uno dei luoghi più rilassanti della città.
Dal Pont de Pierre non si può non notare la grande torre campanaria della Chiesa di Saint Michel che con i suoi 114 metri di altezza, è probabilmente la più alta di Francia. Come per la cattedrale di Sant’Andrea, la torre è staccata dal resto del corpo, diventando in pratica quasi un monumento a sé stante.
Alla base della torre c’è una cripta che nei secoli è servita come ossario. Quando si decise di rimuovere il cimitero, vi trovarono migliaia di corpi mummificati ospitati fino al 1979.
La chiesa, la cui costruzione iniziò nel 1350, è divisa in tre navate con 17 cappelle è un vero trionfo del gotico con imponenti linee slanciate che sembrano voler toccare il cielo.
La chiesa di Saint Michel si trova in una ariosa piazza con diversi punti di ristoro, mercatini e un continuo viavai di gente.

Da qui ci si può dirigere verso la Porta della Grosse-Cloche, la Grande Campana, costruita nel XV secolo, usata nei secoli per annunciare gli eventi più importanti della città. Prende il nome dalla imponente campana fusa nel 1775 che si trova nell’ampio arco che la sovrasta. Di bellissimo effetto scenografico, è uno dei più importanti monumenti civili del Medioevo bordolese.
Si può proseguire quindi per Place Pey Berland, dove, di fronte al municipio si trova la Cattedrale di Sant’Andrea. Costruita originariamente in stile romanico dell’XI secolo, fu quasi del tutto rimaneggiata in stile gotico nel XIV secolo. Dichiarata monumento nazionale di Francia, ospita un’incredibile collezione d’arte con statue, tele, oggetti e ornamenti religiosi databili dal XIV al XVII secolo.
Nella stessa piazza si trova il Municipio. Spesso,nei giorni di apertura si nota una lunga fila di visitatori, ma si tenga conto che per quanto abbia una importanza storica non irrilevante, la visita, tutto sommato, non vale l’attesa.
A pochi isolati di distanza si trova Museo di Belle Arti di Bordeaux che ospita una collezione che copre il periodo dal 1400 al 1900 con opere di Tiziano, Veronese, Vasari, Luca Giordano, Rubens, Van Dick, e che, in omaggio alla cultura offre l’ingresso gratis.
Si tenga presente che il quartiere di Saint-Pierre, un insieme di suggestive strade e piazzette alle spalle di Place de la Bourse, è il cuore pulsante del centro storico. È qui che a ogni ora del giorno e della notte si trovano decine e decine li ristoranti e punti di ristoro di ogni genere e per tutti gusti, in un’atmosfera sempre vivace e gioiosa, ideale per concludere ogni visita alla città, che può essere completata col Grand Theatre, considerato insieme a quello di Parigi e al Regio di Torino uno dei più bei teatri d’opera del mondo, e con una passeggiata a Rue Sainte-Catherine, la via del centro di Bordeaux più famosa per lo shopping che si estende per oltre 1 km, da Place de la Comédie a Place de la Victoire, ed è quindi una delle vie pedonali più lunghe d’Europa.
Ricordiamoci però che probabilmente siete arrivati a Bordeaux per il suo antichissimo legame con vino!


E allora diventa d’obbligo andare alla Cité du Vin, sul Quai de Bacalan, facilmente raggiungibile con la linea del tram B. Il termine “Città del Vino” potrebbe però trarre in inganno, perché in realtà si tratta più che altro di un bellissimo museo multimediale dedicato all’enologia, con filmati, prove olfattive, spazi espositivi e un ricchissimo shop dedicato al settore; nel biglietto è compreso anche un bicchiere di vino a scelta da gustare sulla terrazza panoramica del bellissimo e audace edificio che ospita il museo.


Per toccare e gustare dal vivo la rinomata produzione vitivinicola di Bordeaux, conviene però esplorare una delle varie strade del vino che iniziano proprio alle porte della città: Médoc; Sauternes e Graves; Saint-Emilion, Blaye et Bourg; Bordeaux e l’Entre-deux-Mers. Esistono oltre 60 circuiti di degustazione ed è possibile raggiungere gli Chateaux persino con il battello che naviga la Garonna, un’esperienza davvero affascinante.
La mia scelta personale è caduta su Saint-Émilion, cittadina medievale, facilmente raggiungibile in treno e autobus a meno di un’ora da Bordeaux.

Arroccata su una collina calcarea che si affaccia su una distesa di vigne, Saint-Émilion è patrimonio mondiale dell’UNESCO perché riflette perfettamente la ricca storia della regione e si trova letteralmente immersa tra vigneti a perdita d’occhio. Il pittoresco borgo medievale è praticamente interamente dedicato al vino con moltissimi rivenditori e ristoranti dove poter fare degustazioni dei prestigiosa produzione vinicola della zona.


Se avete ancora una mezza giornata a disposizione non esitate: prendete il treno e andate ad Arcachon. Da qui la Linea 1 (la fermata è vicino alla stazione) vi porterà alla Duna du Pilat.
Non è una semplice duna di sabbia, è la più grande duna d’Europa, alta in media più di 100 metri, che si estende per circa 3 chilometri dalla foce del bassin d’Archachon verso sud. Questo gigante di sabbia (che si mangia alberi e case con una velocità di 4 metri all’anno) divide l’oceano e un tappeto di pinete che si estendono verso est. Per risalirla ci sono scalette e percorsi segnalati, e una volta arrivati in cima si ha la sensazione di galleggiare sull’oceano da una parte e su un immenso tappeto verde scuro dall’altra.
E’ davvero un luogo magnifico, difficile da descrivere con aggettivi comuni, perché si ha allo stesso tempo la sensazione di essere nel deserto, lungo l’oceano e a ridosso di una foresta tropicale.
Semplicemente unico e bellissimo.


Ma forse volevate sapere di più del vino e del cibo?
Tranquilli, seguirà presto un altro articolo specifico redatto da chi di questo argomento ne capisce molto più di me!

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