In cucina per Natale? Poche ore. Ma i regali sono stati enogastronomici!

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Su…in fondo non abbiamo esagerato poi tanto…con la fatica, si intende. Quasi la metà delle famiglie italiane ha dedicato (secondo un sondaggio Coldiretti) alla preparazione del menù della tavola di Natale un tempo compreso tra le tre e le cinque ore.

In più di una famiglia su quattro (25 per cento) si cucina da mezz’ora a tre ore ed in una su dieci (9 per cento) da cinque a otto ore.

Agli estremi una sparuta minoranza che ai fornelli si impegna per meno di mezz’ora (8 per cento) ed uno zoccolo duro di ben il 13 per cento che rimane in cucina per più di otto ore e supera l’intera giornata lavorativa.

Il Natale 2010 sarà ricordato per il boom dei regali enogastronomici che si confermano come i più graditi e i meno riciclati per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione “fai da te” di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi del territorio.

Gli italiani hanno speso 2,8 miliardi di euro per pranzi, cenoni di Natale, Vigilia e Santo Stefano con un aumento dello 0,3 per cento rispetto allo scorso anno. Immancabili su tutte le tavole sono stati il panettone o il pandoro secondo le preferenze e lo spumante italiano, ma si segnala la vittoria dei piatti più tradizionali rispetto alle mode esterofile con meno ostriche, caviale e salmone e più bollito, cappelletti in brodo, pizze rustiche.

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