Impazza il cibo “senza”. Ma siamo sicuri sia sempre “il meglio”?

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Senza Glutine. Senza lattosio. Senza olio di palma. Senza zuccheri. La teoria del “senza” è ormai entrata a far parte della nostra quotidianità.

Sempre più consumatori, tra gli scaffali del supermercato, ricercano prodotti diversi, quelli che nella nostra mente sono diventati più salutari. Tralasciando chi ha delle vere e proprie patologie e che, quindi, per forza maggiore non può assumere determinati alimenti, statistiche recenti dimostrano come il numero di consumatori del “senza”, pur non avendo nessun tipo di allergia o intolleranza, siano in continuo aumento.
Eccovi un po’ di numeri:
Secondo l’Osservatorio Ixé, un gruppo che compie ricerche politiche, sociali e di mercato, il 74 per cento degli italiani sceglie cibi che riportano in etichetta la mancanza di qualcosa, a causa della radicazione di una mitologia contemporanea secondo la quale “senza” è meglio: oltre al glutine, lattosio, sale, zucchero, olio di palma, conservanti e coloranti e ovviamente calorie.

Il senza lattosio hanno registrato tra agosto 2017 e agosto 2018 un 8,5 per cento di vendite in più, con in particolare un record per il Grana, arrivato ad aumentare del 94 per cento.

Sensibilità al glutine, colon irritabile e problemi gastrointestinali sono sicuramente in aumento grazie anche ad un nuovo modello sociale dove l’utilizzo di antibiotici è sempre più frequente, si tende a pulire e sterilizzare tutto e si consumano cibi lavorati industrialmente, con la logica conseguenza di indebolire il nostro intestino andando a modificare i batteri in esso esistenti e creando uno strato infiammatorio che può portare ad un’alta incidenza di allergie.
Il consumatore più istruito e di conseguenza più informato legge l’etichetta, prima di acquistare un prodotto, concentrandosi però solo su cosa non c’è tralasciando (ed errando) cosa invece contiene in alternativa.
Eliminando il glutine dalla farina i prodotti così ottenuti non sono uguali a quelli tradizionali per questo motivo, non è raro trovare emulsionanti e addensanti che riescono a far avvicinare il gusto di tali prodotti a quelli tradizionali.
Ma molti di questi additivi sono dannosi. Basta pensare ai grassi non salutari che vengono utilizzati per sostituire l’olio di palma e le cose non cambiano se parliamo delle bevande senza zucchero.

Gli edulcoranti utilizzati son in grado di alterare le funzionalità dei batteri intestinali favorendo la comparsa di intolleranze al glucosio. Ed inoltre non aiutano neanche la linea.
In conclusione, per chi non possiede delle vere e proprie patologie, è meglio non andare alla ricerca del “senza” ma possiamo farci aiutare sempre dalla natura.

Basta andare alla ricerca di prodotti e materie prime naturalmente “senza”, basta riflettere e comprendere quanto l’alimentazione possa aiutarci a trovare il benessere che cerchiamo.

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