Il sequestro di pomodoro cinese ad Angri. I numeri sono preoccupanti…

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ANGRI (SA). 4.607 quintali di doppio concentrato di pomodoro cinese etichettato come italiano, pari a 931.978 barattoli per un valore complessivo di circa 400 mila euro è stato sequestrato dai militari NAC (Nucleo Antifrodi) di Salerno.

L’operazione portata a termine il 18 ottobre rientra in una complessa attività di controllo dell’intera filiera del settore conserviero. Alla fine dell’estate, il Ministero delle politiche agricole aveva costituito una task force finalizzata proprio a verificare l’aumento dell’importazione di concentrato di pomodoro cinese.

Un pericolo incombente che è stato sollevato nelle anticipazioni del rapporto sulle Agromafie presentate da Coldiretti/Eurispes al X Forum agroalimentare di Cernobbio dal quale è emerso peraltro che sono state importate in Italia 161.215 tonnellate di pomodori preparati o conservati di cui: il 52,9 per cento proviene dalla Cina, destinate per il 98,6 per cento del totale alla sola provincia di Salerno, patria del mitico San Marzano.

Le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina sono praticamente quadruplicate (+272 %) in Italia negli ultimi dieci anni e rappresentano oggi la prima voce delle importazioni agroalimentari dal gigante asiatico.

Dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro.

Il quantitativo che sbarca in Italia dalla Cina dovrebbe superare a fine anno i 100 milioni di chili e corrisponde a quasi il 15 per cento della produzione di pomodoro fresco italiana destinato alla trasformazione realizzata in Italia.

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