Il rincaro della benzina costerà all’agricoltura 150 milioni di euro. Le coltivazioni in serra le più colpite

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L’aumento del prezzo dei carburanti destinati all’attività agricola provoca un aggravio di costi stimabile in quasi 150 milioni di euro nell’ultimo anno per il settore, dove il gasolio ha sostituito quasi completamente la benzina nell’alimentazione dei mezzi meccanici.

E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento agli effetti del prezzo record raggiunto dalla benzina che sta condizionando la competitività delle imprese e la ripresa economica del Paese. Oltre all’aumento dei costi per il movimento delle macchine come i trattori, in agricoltura il caro carburanti colpisce sopratutto le attività agricole che utilizzano il carburante per l’irrigazione o il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali fino alla piscicoltura.

Con l’arrivo del freddo a rischio ci sono soprattutto gli oltre trentamila ettari di coltivazioni specializzate in serra che producono fiori e piante ornamentali ed ortaggi. Ma a subire gli effetti del record nei prezzi del gasolio è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica incidono dal 30 al 35 per cento per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari.

La continua crescita dei costi di trasporto e degli altri costi logistici mette a rischio la competitività delle imprese Made in Italy e che va affrontata con interventi strutturali in un Paese dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada.

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