Il pomodoro italiano e le conserve. I numeri del 2019

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Nella campagna 2019 le aziende italiane – a fronte di 64.528 Ha messi a coltura (+6,4% sul 2018) – hanno trasformato 4,8 milioni di tonnellate di pomodoro, una produzione sostanzialmente in linea con lo scorso anno, ma con un’importante riduzione rispetto a quanto programmato.

Nel Bacino Centro Sud sono state trasformate 2,43 milioni di tonnellate di pomodoro – con un incremento del 10,2% rispetto al 2018 – mentre nel Bacino del Nord il trasformato finale si è attestato intorno a 2,37 milioni di tonnellate (-3,2% rispetto allo scorso anno).
Il dato si inserisce in una situazione di crescita generale sia a livello europeo (+9%) che mondiale (+7%): in particolare la Cina con 4,5 milioni di tonnellate ha incrementato le quantità di circa il 18% e la Spagna e il Portogallo, complessivamente, di oltre il 15%.
L’Italia si conferma il secondo Paese trasformatore a livello globale dopo gli Stati Uniti e rappresentare il 13% della produzione mondiale (37,3 milioni di tonnellate) e circa la metà del trasformato europeo.
Sul versante dei consumi interni, nonostante la storica anticiclicità che caratterizza il comparto, continua il trend negativo retaggio del difficile momento economico che ha investito negli ultimi anni tutta l’industria alimentare, compresa quella di prima trasformazione.

In particolare, nell’ultimo anno, nel periodo settembre 2018/settembre 2019, è proseguita la riduzione delle quote di mercato: la flessione maggiore ha riguardato i pelati, che hanno registrato una riduzione del 6,2%, e la polpa (-3,6%). Risultati un po’ più tranquillizzanti, ma pur sempre negativi, per i pomodorini (-1.0%), mentre la passata, che continua ad essere il prodotto più venduto, rimane stabile.
Diverso, invece, l’andamento del Food Service dove, grazie a una sempre maggiore attenzione della ristorazione alla qualità delle materie prime, si rileva un trend sostanzialmente crescente.
Buone le perfomance delle esportazioni che riescono a bilanciare il calo dei consumi interni. Anche in un momento storico in cui le incognite legate alla Brexit e le politiche protezionistiche minacciate o attuate da alcuni Paesi stanno creando non poche preoccupazioni alle nostre aziende, i mercati esteri continuano a rappresentare un’importante leva di crescita per il comparto, confermando la propensione dei consumatori stranieri a scegliere prodotti italiani di qualità.
L’Italia, infatti, è il primo Paese esportatore di derivati del pomodoro destinati al retail che rappresentano l’emblema della cucina italiana nel mondo.

Nel primo semestre 2019 (dati ISTAT) si è registrata una crescita del 5.97% in volume e dell’8,9% in valore, con un andamento ampiamente positivo della bilancia commerciale.

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