IL MENU’ NATALIZIO. Abbandonate le abbuffate ed osate con tocchi personali

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Il giorno della Vigilia di Natale è per tradizione un giorno di magro, dove la carne non è presente nei menù e la fa da padrone il pesce. Ogni zona della nostra regione, come le altre, preserva le sue tradizionali e varie preparazioni dagli spaghetti alle vongole, dalle fritture al baccalà, fino al capitone.

Il giorno di Natale, invece, prediligono i piatti a base di carne e verdure, come la minestra maritata, il brodo di gallina e cicoria, il cappone ripieno e le paste imbottite come lasagne e cannelloni.

Anche se in queste festività i pranzi e le cene saranno ricchi di portate, consiglio di abbandonare le vecchie “abbuffate” e di dare un senso al menù, rispettando pur sempre la tradizione, ma cercando di migliorarla, per chi si diletta in cucina, e rendere quindi il tutto più armonioso e raffinato.

Farete sicuramente colpo sui vostri ospiti, proponendo a tavola la tradizione ma con un vostro personale tocco di innovazione.

Provate a variare il classico baccalà fritto ad esempio! Immergetelo prima in una pastella fatta con metà farina bianca, metà farina di mais, acqua frizzante ghiacciata e rosmarino tritato finemente, poi tuffatelo in olio bollente, il risultato sarà di certo più croccante ed asciutto.

Marco De Luca, chef

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