Il Carjcantj di Gulfi. Un bianco siciliano che ha colpito anche Luca Gardini

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La Cantina Gulfi è una protagonista relativamente giovane nel panorama della produzione vitivinicola: produce da 15 anni in 3 siti produttivi in Sicilia, i monti Iblei, il territorio di Pachino e le pendici dell’Etna. Gulfi ha scelto la qualità da vitigni autoctoni siciliani: il Nero d’Avola in primo luogo, ma anche Frappato, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Albanello.

Lavora con vigne non irrigate, in modo che le bottiglie sappiano esprimere la generosità della natura e i sapori indimenticabili del terroir in cui il vino nasce e matura. Coltiva in biologico, per rispettare il valore della natura e della salute del consumatore. Fa vendemmia a mano, in modo da avere frutti integri che consentano una vinificazione senza ausilio di conservanti e di additivi, sotto l’attenta direzione del suo enologo Salvo Foti.

Con l’uva migliore si fanno i migliori vini: bisogna lasciare che la natura si esprima”. Sono le parole di Jourdan Guillaume, una vero opinion maker globale nel campo del vino di alta gamma. Ed è lui a trasmettere il sentiment degli specialisti: “Gulfi ha saputo imporsi tra i più grandi produttori del mondo, grazie alla sua filosofia produttiva di assoluta attenzione al consumatore. Oggi il Carjcantj può a tutti gli effetti essere definito il Meursault Perrières premier cru italiano”.

Luca Gardini, vincitore del premio “miglior sommelier del mondo 2010” lo definisce così: “Il Carjcanti di Gulfi è il riesling del sud. Mix di sentori che vanno dalla marsiglia, capperi essiccati lime melone bianco e nel finale nuances di orzo perlato e pietra pomice. Al gusto colpisce per avvolgenza e personalità con un perfetto equilibrio tra nota acida-sapida con una chiusura di salamoia e note iodate”.

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