Il bottle sharing piace. Risparmiare, provare, non temere l’etilometro

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Condividere sia per spendere meno che per provare più vini durante un pasto. Ecco il cuore di una nuova tendenza: il bottle sharing. In fondo va anche incontro al rischio etilometro…

Si sta diffondendo in tutto il Bel Paese ed è stato oggetto di riflessione anche nel corso del Vinitaly 2010.

Così con la complicità e l’esperienza del ristoratore si può condividere una bottiglia con gli avventori del tavolo accanto. Dopo aver sondato i desideri dei propri clienti, e riconosciuto – e magari orientato – la loro preferenza per questa o quella etichetta, il ristoratore li presenta. Se tutti accettano la proposta, la bottiglia viene ordinata ed equamente divisa – dal ristoratore in persona – tra i calici dei clienti.

“E’ una proposta – spiega Luciano Zazzeri, patron del noto ristorante La Pineta di Marina di Bibbona, uno degli indirizzi cult per il pesce in Italia – che ovviamente non faccio a tutti: solo ai clienti dei quali conosco bene gusti, desideri e naturalmente senso dell’ironia. Perché condividere una bottiglia di vino significa anche condividere parole, battute e commenti, magari sul vino stesso. E’ un modo facile e divertente non solo per abbinare ad ogni portata un’etichetta diversa senza necessariamente ordinare un’intera bottiglia – e dunque risparmiando e evitando di eccedere con l’alcool – ma anche per fare nuove conoscenze”.

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