Al contrario di quanto si potrebbe pensare, il Borgo Medievale di Torino non si trova al centro di Torino e non ne rappresenta nemmeno la parte più antica.
Tuttavia esiste e rappresenta una delle maggiori attrazioni della città, ma bisogna sapere che si tratta di una realizzazione che risale agli anni 1882-1884 e che venne costruito in occasione della Esposizione Generale Italiana su una superficie di quasi un ettaro sulle rive del Po.


L’iniziativa partì da alcuni intellettuali che vollero ricreare le fattezze di un autentico borgo tardomedievale del Quattrocento che si ispirasse a quelli esistenti in altre parti del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Il progetto fu studiato e realizzato con grande accuratezza nel Parco del Valentino.
Furono costruite case, botteghe, una chiesa e persino un massiccio castello che si articola su più piani, con ambienti reali e funzionali. All’epoca nelle varie botteghe i vasai, i fabbri, i falegnami e altri artigiani indossavano costumi quattrocenteschi al fine di creare la massima suggestione di un ambiente storicamente reale.


Nella prima intenzione l’intero borgo, con eccezione del castello, doveva essere demolito alla fine dell’Esposizione, ma ciò non avvenne e così nel 1942 divenne una sorta di Museo Civico dedicato all’architettura medievale. Il progetto doveva avere una funzione educativa, rappresentando un museo en plein air a tutti gli effetti.
Il percorso non è particolarmente lungo, ma estremamente suggestivo anche perché l’accesso avviene attraverso un ponte levatoio e una maestosa torre di guardia. Poi è un succedersi di botteghe che oggi vendono prodotti turistici e porticati seguiti da un’incantevole piazzetta su cui si affaccia la chiesa.

All’inizio si trova la piazzetta col forno, in cui è situata una fontana realizzata sul modello tipico della Valle di Susa. L’unico elemento che realmente appartiene al XV secolo è invece il pozzo, nel cortile di Avigliana, mentre nel 1928 nella piazza più grande fu collocata una fontana sovrastata da un albero di melograno in ferro battuto.

All’interno del Borgo si trovano numerosi stemmi delle famiglie Savoia, Challant, Monferrato e Saluzzo.
Una salita a gradoni conduce alla rocca, un edificio davvero maestoso che internamente si articola su ben quattro piani, con la presenza di numerosi ambienti tra cui le cucine, la sala da pranzo, la sala baronale, le camere da letto, la sala degli armigeri e persino le carceri. Da essa si accede anche an un piccolo giardino in stile medievale che completa l’incantevole scenografia.


Si tenga presente che non si tratta di una ricostruzione a “fantasia”. Ogni dettaglio si rifà a costruzioni medievali realmente esistenti. Per esempio, Il cortile della Rocca è una copia fedele del castello di Fénis.
La fontana del melograno è copiata dal castello di Issogne e la chiesa del borgo dalla chiesa di Avigliana.
La linea di difesa è quella del castello di Verrès. La sala da pranzo è ispirata a quella del castello di Strambino, l’anticamera baronale e la gran sala affreschi sono come nel castello della Manta, e quella nuziale è ricalcata sul tipo del castello di Challant, con il mistico motto “FERT” spiccante nell’azzurro della stanza e ogni singolo edificio è la copia di costruzioni medievali reali sparse tra il Piemonte e la Valle d’Aosta.


Ciò che sembra finzione, dunque, è una rappresentazione medievale più reale del reale, e da qui il suo enorme interesse.
Il complesso museale raccoglie annualmente circa 50.000 visitatori all’anno, con punte che superano largamente i centomila.

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