Fragole: il cibo delle fate! Regina in Italia…la Basilicata

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Un falso frutto controverso, ma amatissimo. Lo dimostra il fatto che si tratta dell’ingrediente vegetale più utilizzato al mondo per fare dolci.
Nel Medioevo le fragole erano considerate una medicina del sentimento, potevano curare il mal d’amore, seppure più avanti andrà diventando il simbolo della tentazione e della passione.
Il suo nome fa capolino in versi antichi, quanto in canzoni moderne. Vengono abbinate alla panna o allo champagne lasciando intendere che possano essere preludio di incontri amorosi.
Il poeta William Shakespeare le definì “il cibo delle fate”, per la loro nascita spontanea nei boschi e quella capacità di crescere anche “sotto” alle ortiche. Ma non fu l’unico a celebrarle: dalla nota canzone “Fragole buone buone” di Luca Carboni alla celebre “Strawberry Fields forever”, pezzo dei Beatles del 1967.
La loro forma a cuore, richiamata certamente dal colore, ritorna anche nella leggenda che abbiamo ereditato dall’antica Roma: le fragole sarebbero le lacrime di Venere per la morte di Adone, nate al contatto delle stesse con la terra.
Affascinanti e golose, le fragole sono un prodotto tutt’altro che banale. Non sono bacche e nemmeno un frutto (anche se per comodità lo consideriamo tale nella quotidianità), appartengono alla stessa famiglia delle rose e – considerato il loro profumo – non è difficile credervi. I veri frutti sono gli acheni, ovvero quei piccoli semini che ricoprono la superficie.
Dal punto di vista nutrizionale sono davvero preziose, da aprile a giugno rappresentano una merenda o una colazione salutare e ricchissima. Vitamine B e C in primis, seguita da sostanze importanti come l’acido acetilsalicilico, l’acido ellagico (un potente antiossidante), l’acido folico, il potassio e lo xilitolo. Frutti rossi, costituiti al 90 per cento, che si dimostrano protettivi verso il sistema immunitario e cardiocircolatorio.
In origine c’erano senz’altro le fragoline di bosco (che per fortuna ci sono ancora), le fragole che oggi portiamo generalmente in tavola rappresentano l’incrocio tra varietà europee ed americane.
L’utilizzo orticolo della fragola ha poco più di 300 anni, prima di allora le sue piantine erano sostanzialmente ornamentali ed il suo frutto, piccolo e delizioso, figurava un vezzo da portare in tavola ogni tanto.
L’Italia oggi è il quarto produttore di fragole all’interno dell’Unione Europea, assieme alla Spagna, la Polonia, la Germania ed il Regno Unito riesce a coprire all’incirca i tre quarti dei bisogni del mercato comune.
La maggiore produzione italiana di fragole viene dalla Basilicata, regione in cui la varietà più diffusa è la Candonga che si aggira attorno all’80 per cento degli oltre 800 ettari complessivi.
La sua forma conica allungata, il colore rosso brillante che è presente anche nella polpa, e una pezzatura medio grande la rende tra le più apprezzate in commercio.

Un frutto light per natura: 100 grammi di fragole contengono all’incirca 40 calorie

Rimedi naturali: per sbiancare i denti si usava strofinare sui denti le fragole e la salvia. Merito dello xilitolo.

Ad aver etichettato definitivamente le fragole come cibo afrodisiaco legato al piacere è stato il regno del Re Sole.

I suoi giardinieri portarono le piantine di fragoline selvatiche a Versailles, riempendone aiuole e anfratti.

Durante le feste a corte, affondare un cucchiaino in un calice di fragole dolci con lo zucchero, rappresentava un invito inequivocabile.

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