FEDERALBERGHI: l’Italia chiude in positivo il 2011 Controtendenza rispetto all’economia mondiale

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“Il comparto alberghiero italiano chiude il 2011 con risultati completamente in controtendenza rispetto all’andamento mondiale dell’economia” è questo il commento del Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati finali dell’analisi campionaria svolta periodicamente dalla Federazione su un gruppo di oltre 1.000 imprese ricettive distribuite sull’intero territorio nazionale.
“I dati mostrano – prosegue Bocca – un +2,3% di presenze turistiche, determinate da un modesto +0,3% degli italiani ed un significativo +5,3% degli stranieri che confermano in modo inequivocabile la competitività delle nostre imprese. Competitività confermata peraltro dall’Istat che indica come ad una inflazione 2011 al 2,8% gli alberghi abbiano contribuito aumentando le tariffe solo dell’1,8%. Sul fronte dei collaboratori, nel 2011 siamo poi riusciti a frenare l’emorragia di occupati registrati negli anni precedenti e chiudiamo con un saldo tra lavoratori a tempo indeterminato ed a tempo determinato leggermente negativo per uno 0,3%”.
“Per comprendere appieno la significatività di questi dati – aggiunge Bocca – basti pensare che nel 2009 le presenze registrarono una flessione del 3,8% ed i lavoratori un saldo del -4,7% e nel 2010 ad un lieve incremento delle presenze (+0,4%) si contrappose un saldo del -2,4% di lavoratori.
“Nel decennio 2000/2010 l’occupazione nel turismo è cresciuta, come sostenuto dalla Banca d’Italia,  del 28,9% a fronte di un calo del 7,8% degli addetti nell’industria.
“Il 2011 quindi – evidenzia il Presidente degli Albergatori italiani – ha rappresentato un ulteriore ed autentico punto di svolta che, purtroppo, ha trovato nell’evolversi della crisi internazionale altri elementi di avversione.
“Il varo della manovra ‘salva-Italia’ -sottolinea Bocca- stando alle elaborazioni del nostro Centro Studi, produrrà tra IMU ed aumento dell’IVA un aggravio fiscale quantificabile per il solo 2012 in quasi 600 milioni di Euro, ai quali andranno aggiunte le concessioni demaniali e la mina dell’imposta di soggiorno che a macchia di leopardo e senza una quantificazione omogenea finirà inevitabilmente col creare forme di disparità tariffaria e di concorrenza sleale tra località limitrofe ed a medesima offerta turistica.
“Nonostante ciò, tuttavia, il nostro appoggio al Governo Monti ed al Ministro del Turismo, Piero Gnudi, rimane indiscusso, -conclude Bocca- pur nella chiara evidenza che il settore avrà sempre più esigenza di regole elastiche nel mercato del lavoro, soprattutto per le località stagionali e di strumenti di promozione e commercializzazione adeguati all’evoluzione dei tempi nei quali viviamo”.

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