FB: la cucina passa anche da qui. La storia di “Delicatissimo. Vivo per mangiare”

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Delicatissimo. Vivo per mangiare” è la pagina-blog su Facebook, dedicata a quella che da sempre è la più grande passione del giornalista Roberto Esse: la buona tavola. Un blog nato per caso che ha subito ricevuto innumerevoli click. Uno spazio dove poter raccontare il gusto e le sensazioni del buon cibo.

Come nasce quest’idea?

Un incontro, quello con i percorsi enogastronomici, nato per caso. Lavorando come giornalista, imbattendomi nel lavoro quotidiano con eventi di questo settore. Prima Vitigno Italia, seguito come giornalista che mi ha spalancato le porte dello sconfinato mondo del vino. Poi il fortunato incontro con Nando Cirella direttore di “Agricultura e Innovazione” e il professore Enzo Peretti che mi hanno fatto comprendere l’importanza di conoscere quello che si mangia e a scegliere la qualità alla quantità.

Un blog in cui si fondono studio e lavoro per cercare di parlare dell’immenso mondo del cibo senza dare informazioni sbagliate. “Un mondo“, come ci racconta anche Esse “che rapisce e incuriosisce“. Così è nato uno spazio quotidiano, quello di “Delicatissimo. Vivo per mangiare”.

Tante le foto da parte di chi ti segue…

Nell’era dell’immagine il ruolo più importante lo rivestono le foto. Se scattate con maestria o meglio ancora da professionisti ti fanno venire l’acquolina in bocca. Mi piacciono tanto anche quelle fatte al momento di mettersi a tavola, magari col telefonino. Quando scattano e mandano a Delicatissimo prima di mangiare è un momento importante, perché anche mentre il gusto va a sostituire l’attesa, pensano per un attimo anche me.

ROBERTO ESSE

Il cibo unico protagonista nella vita di molti italiani. Con Roberto Esse (*in foto), affrontiamo il capitolo dell’importanza e rilevanza del cibo.

Nell’era della comunicazione frenetica e dei social network sta diventando di moda parlare di cibo. Ma non sempre i famosi food-blogger colpiscono nel segno. Ci si trova difficilmente di fronte a giornalisti professionisti, per lo più sono appassionati che si cimentano e non sempre riescono a dare la giusta informazione. Non si deve mangiare tanto per farlo, occorre avere un minimo di conoscenza di quello che si porta in tavola. Bisogna rispettare i territori, i marchi ma soprattutto le tradizioni. Diffondere questa cultura vuol dire combattere le frodi alimentari ma soprattutto imparare a mangiare bene. Anche nella cucina di tutti i giorni si può avere gusto e bontà. Basta con la quantità, occorre preferire la qualità.”

“Delicatissimo. Vivo per mangiare” è anche un percorso di riscoperta dei sapori di tutta Italia. Quale delle “due” cucine (Nord -Sud) prediligi?

Il cibo racconta l’Italia meglio di ogni altra cosa. Di recente ha avuto un discreto successo il mio giro d’Italia ai quattro formaggi. Ai vari consorzi è piaciuto molto il racconto del territorio attraverso Asiago, Parmigiano, Mozzarella e Pecorino: tutto rigorosamente DOP.

Non è facile scegliere fra Nord e Sud. Ogni posto ha le sue delizie. Se penso ad una buona bistecca mi viene in mente la Toscana. Così come non riesco a prescindere il pesce dalle località del sud. Per me la cucina italiana vince tutta, l’importante è che sia con prodotti ottenuti su territori dall’ambiente sano.

Quanto una pietanza può fare la differenza e colpire chi l’assaggia?

Non importa se siamo in una tavola calda o in un ristorante di lusso: se il palato di chi assaggia è soddisfatto allora vuol dire aver colto nel segno. Anche se è una semplice “vaschetta” da tavola calda, le cose da mangiare devono sempre “consolare” l’avventore e lasciare un ricordo piacevole. Se ciò non avviene allora è meglio che il cuoco cambi mestiere.

Insomma “Delicatissimo. Vivo per mangiare” è gruppo del popolare social network, in cui la passione, la fantasia per il cibo e il buon  gusto si incontrano. Vale la pena farci una visita. Senza dubbio l’acquolina è assicurata.

Maria Rosaria Mandiello

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