DIRITTO DI NOMINA: Le Palme. Mangiare il mare nella Divina Costa

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ATRANI (SA). Il mare lo vedi, lo senti, lo mangi. Seduta ai tavolini del ristorante Le Palme non devi nemmeno chiederti quanta strada fa il pesce che mangerai…le barche dei pescatori attraccano proprio lì. E quello che c’è, c’è! I fratelli Cuomo sono un bel duetto, e si completano a dovere. Sasà, il maggiore, si occupa della sala, mentre Armando è lo chef.

La definizione “tipico” bene si accosta a questa realtà gastronomica, ma non segnandola malinconicamente, anzi…

Difatti è lo spirito che bene racchiude quella Divina Costa che, nonostante il turismo, resta ancorata alla sua identità, ai suoi odori, ai suoi tempi. D’altronde la famiglia Cuomo ben conosce l’arte dell’accoglienza, impegnata anche con un B&B ad Amalfi.

Si tratta di una cucina soprattutto tradizionale, classica marinara campana, ma che non disdegna di proporre piatti più ricercati. Una cucina accolta in una grotta dove un tempo erano i pescatori a “lavorare” le proprie reti e a tessere le loro storie, proprio alla fine della discesa che porta alla spiaggetta.

Qualche sera fa, dopo un’ouverture di pesce, che si è lasciato assaporare con un’ottima pizza d’accompagnamento, è seguito un piatto che val la pena provare e che fa parte del menù degustazione.

“Ma nessun piatto è uguale all’altro” ribatte Salvatore, mentre tamburella al ritmo della chitarra che accompagna i suoi ospiti durante la cena. “Perché ogni volta si cambia qualcosa, oppure si sostituisce un ingrediente se è finito. Qui è tutto fresco, dunque utilizziamo soltanto il pesce fresco, e così vale anche per gli altri prodotti”, conclude.

Salvatore ci racconta anche il perché di questo nome che può sembrare meno “tipico”, ma che – invece – ha segnato la storia di questo ristorante.

Nato in un altro locale del borgo di Atrani, il ristorante si caratterizzava proprio per il fatto d’avere una palma in mezzo alla sala.

Ma torniamo al piatto…“Riso di Venere con scorfano e porcini, parmigiana di pesce bandiera e una millefoglie con merluzzo e verdure”.

Il riso croccante esternamente racchiudeva cuori teneri di porcini e la delicatezza dello scorfano, molto morbida e piacevole anche la parmigiana, interessante la millefoglie come proposta di merluzzo.

In abbinamento un “Per Eva” 2007 Costa d’Amalfi DOC, un bianco ottenuto con Falanghina, Pepella e Ginestra nella Vigna dei Preti di Tramonti.

Verrebbe subito da dubitare sull’annata, e invece questo vino si è rivelato un’ottima compagnia. Ancora fresco e ricco di profumi, un riuscito vino da vendemmia tardiva che ha acquistato carattere col tempo.

Nonostante sia consigliabile ad occhi chiusi il ristorante Le Palme per una classica cena di mare, io vi inviterei a sedere ai suoi tavoli e a lasciar fare alla creatività dello chef. Una creatività forse un po’ frenata, sicuramente da tenere d’occhio!

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