Dai cantieri navali dei Borboni al nulla. C’era una volta Castellammare

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA). C’era una volta Castellammare di Stabia, ricca città sul mare. C’erano le terme, bei palazzi, i cantieri navali fondati al tempo dei Borboni, e un gran fermento culturale. La città si stendeva sull’azzurro del mare e lo sguardo portava immancabilmente ad ammirare la sagoma del Vesuvio.

Ma questo succedeva un secolo fa. Poi la città è collassata. Sotto i colpi di un dissennato boom edilizio, di una programmazione industriale sbagliata, della corruzione, della camorra, della politica e dell’inettitudine colpevole dei suoi amministratori.

Ed ecco la spiaggia oggi, proprio di fianco al lungomare, dove fino agli anni Cinquanta c’erano gli stabilimenti balneari.

Poteva e doveva essere il fiore all’occhiello della città. Se anche non balneabile per via della troppo vicina foce del Sarno, perduto il mare, bisognava almeno salvare il paesaggio. Ma qui si è rinunciato a tutto, finanche alla dignità di una città che un tempo era una delle più belle della Campania.

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

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