Crescono gli acquisti in cantinaDesiderio di risparmio e di trasparenza

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Con una spesa di 1,2 miliardi di euro crescono gli acquisti in cantina in Italia dove sono presenti ben 21.624 aziende agricole che offrono direttamente ai consumatori uno dei 498 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt).

Acquistare direttamente in cantina è –  sottolinea la Coldiretti – una opportunità per i consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità, ma anche una occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica ed inimitabile. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Coldiretti – Agri2000 sulla vendita diretta i bianchi e rossi Made in Italy sono al primo posto tra i prodotti acquistati nelle aziende agricole e nei mercati degli agricoltori, personalmente o attraverso i gruppi di acquisto solidale, superando abbondantemente ortofrutta e formaggi.

La tendenza di crescita è favorita dal fatto che l’Italia è l’unico Paese al mondo a poter offrire una grande varietà dei percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare il nettare di Bacco, oltre a più di diciottomila agriturismi.

Nella classifica delle Regioni predomina però la Toscana, con 4.876 produttori (il 22 per cento del totale nazionale), davanti a Piemonte (3.738), Veneto (2.560), Emilia Romagna (2.489) e Sicilia (1.926).

“La vendita diretta è una opportunità per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così garantirsi acquisti sicuri e di qualità al giusto prezzo” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini” nel sottolineare che “è anche una occasione far conoscere e divulgare i veri sapori della tradizione italiana per poterli riconoscere in tutte le altre forme di vendita senza cadere nell’inganno del falso made in Italy”.

 

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