Parte della penisola iberica fu sotto dominazione islamica per ben sette secoli, fin quando, nel 1492, si ebbe la caduta definitiva del Sultanato di Granada e la cacciata dei mori con la cosiddetta Reconquista da parte dei cristiani.
A questa parte della storia iberica è legato lo stupefacente Alcazar di Siviglia, che si trova a breve distanza dalla cattedrale. Il sontuoso palazzo in stile moresco venne costruito nell’VIII secolo d.C. sulle rovine di una fortificazione romana, ma fu ampliato e rimaneggiato diverse volte nel corso dei secoli sia da parte dei califfi che lo abitarono, sia da parte di Pietro I di Castiglia, nella seconda metà del Trecento, avvalendosi di manodopera musulmana.

Lo stile prevalente è quello cosiddetto mudéjar, tipico della popolazione musulmana che ebbe il permesso di rimanere in Spagna anche dopo la Reconquista.
Naturalmente ritroviamo i tratti stilistici dell’Alhambra di Granada e la visita rappresenta una vera e propria immersione nel mondo arabo che un tempo dominava in varie aree dell’Europa meridionale.
Lo stile mujedar si fuse successivamente con quello rinascimentale italiano, dando luogo a sontuose abitazioni che divennero tipiche dell’area sivigliana.

Una delle più rappresentative è la Casa de Pilatos, la cui costruzione iniziò nel 1493. Il completamento dei lavori avvenne da parte del marchese Fadrique Enriquez de Ribera che volle chiamare l’edificio Casa del Pilato dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme in cui si accorse che la distanza tra la residenza di Ponzio Pilato e il Calvario corrispondeva a quella tra il suo palazzo e la chiesa collocata fuori le mura. Oggi è uno degli edifici più visitati di Siviglia e permette di rivivere le atmosfere andaluse di un tempo.

Con le stesse influenze stilistiche e periodo costruttivo troviamo il Palacio de las Duenas, che ancora oggi appartiene alla Casa d’Alba e di cui sono visitabili anche parte degli interni riccamente arredati. Pur nella somiglianza stilistica si presenta in maniera nettamente diversa dal precedente e rappresenta un importante completamento della conoscenza dell’architettura sivigliana.


Tra questi due particolari edifici storici, distanti tra di loro circa un chilometro, si trova un’altra nota attrazione della città, il Metropol Parasol, detto anche Las Setas, cioè i “funghi” di Siviglia.

Si tratta di un’avveniristica costruzione progettata dall’architetto berlinese Jurgen Mayer che ricopre ben due piazze, le cui linee ondeggianti e imponenti sono diventate una vera e propria icona del centro cittadina.

Dall’alto dei terrazzamenti si gode di una bella veduta dei quartieri storici di Siviglia, mentre al di sotto si trovano un mercato tradizionale e una importante area archeologica relativa al periodo romano e andaluso della città.

Un altro edificio storico che merita una visita è l’Hospital de Los Venerables. Venne costruito nella seconda metà del Seicento come ricovero per preti anziani, malati o in difficoltà, cambiando poi più volte destinazione d’uso nel corso della storia.

Attualmente ospita la Fondazione Velasquez e una importante collezione di tele del grande artista. Di grande pregio è la chiesa a navata unica, riccamente affrescata nel 1680 da Juan de Valdes Leal, che vale davvero la visita.

Tra i musei cittadini è da consigliare sicuramente il Museo delle Belle Arti, che si trova in un edificio storico magnificamente restaurato all’interno, con una notevole collezione di opere pittoriche soprattutto spagnole. Primo museo per dimensioni dell’Andalusia e secondo di tutta la Spagna, si articola in 14 ariose sale con opere che spaziano dal medio evo fino all’epoca contemporanea.


Per quanto la pratica della corrida sia un argomento controverso e discutibile, e sia stata abolita in diverse aree della Spagna, fa ancora parte delle tradizioni andaluse e l’Arena de Toros è ancora oggi uno dei punti di riferimento della città.
L’arena di Siviglia, in cui nel 1670 venne fondata la prima scuola di tauromachia, è visitabile tutti i giorni anche al di fuori degli spettacoli con i tori, seguendo una sorta di percorso museale con manifesti storici e immagini dei più importanti toreri che si sono esibiti nell’ultimo secolo.

Tra le meraviglie architettoniche della città andalusa c’è l’imperdibile Plaza de España, realizzata tra il 1914 e il 1928. Ampia ben 50.000 metri quadrati, ha una forma semicircolare ed è attraversata da un largo canale d’acqua lungo più di 500 metri, sovrastato da quattro ponti decorati.

Le fa da cornice un raffinato e imponente edificio neorinascimentale su due livelli alla cui base vi sono quarantotto pannelli maiolicati che rappresentano le province spagnole. I turisti amano percorrere il canale con piccole barche e l’intera scenografia emoziona per la sua grandiosità ed eleganza.

Una piazzetta più piccola e meno conosciuta, autentica chicca da non perdere, è Plaza del Cabildo che si trova nel centro storico a poca distanza dalla cattedrale. Si tratta di un’opera dell’architetto Joaquín Barquín y Barón caratterizzata da un edificio semicircolare di tre piani con un portico finemente affrescato e begli archi sorretti da colonne di marmo di particolare finezza ed eleganza.
Passeggiare per le strade di Siviglia è rilassante e in particolar modo lo è lungo la sponda del Guadalquivir, soprattutto verso sera quando nelle placide acque del fiume si specchiano le case del quartiere di Triana, un rione popolare con diversi angoli deliziosi e un mercato alimentare dove si può anche mangiare bene con poca spesa.

Lungo il fiume si trova anche la Torre de Oro, una monumentale torre militare dodecagonale costruita nel XIII secolo che faceva parte del sistema difensivo dell’Alcazar. Oggi è un piccolo museo dedicato alla storia navale della città.

Siviglia è questo e tanto altro, un centro urbano tra i più belli di Spagna da esplorare e assaporare con calma. La si può girare (troppo) frettolosamente in due giorni o con più calma anche per una settimana, di sicuro non verrà a noia.
E per mangiare bene in centro e pagare il giusto?
Facile: sul lato sud dell’Archivio Generale delle Indie cercate Chicuelo Bodeguita & Tapas (C. Santo Tomas 9, +34954966418), non rimarrete delusi!

Leggi la prima parte del reportage: Siviglia: una città per (quasi) tutte le stagioni

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