COMUNI RINNOVABILI: i risultati del dossier per la regione Puglia

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I Comuni 100% rinnovabili che, oltre a produrre più energia di quanta ne consumano, rappresentano il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale, sono 20 ma nessuno è in Puglia. 964 sono invece i Comuni in Italia che producono più energia di quanta ne consumano grazie ad una sola fonte rinnovabile, contro gli 825 dello scorso anno. Le Province 100% rinnovabili sono sei, ma a queste possiamo aggiungere anche Foggia, se consideriamo i consumi industriali e agricoli, dove la maggior produzione di energia viene dalla fonte eolica.

“I dati del dossier dimostrano che le energie pulite sono la migliore soluzione per allontanarci dalla follia del nucleare. – dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – Infatti, secondo dati Terna, in Italia, sono 80.720 i MW attualmente installati di impianti da fonti fossili e 32.826 i MW da fonti rinnovabili, per un totale di 113.546 MW. A questi si aggiungono le 6 centrali in fase di realizzazione e le 38 in fase di autorizzazione (tra gas, metano, carbone) per 23.990 MW. Se consideriamo che la domanda energetica del nostro Paese non ha mai superato i 57mila MW di conseguenza significa che è inutile puntare sul nucleare”.

Dal dossier emerge che, per quanto riguarda la diffusione delle energie rinnovabili in Italia, la Puglia può vantare 532,3 MW di fotovoltaico, 1.287,19 MW di eolico e 139 MW di biomasse.

Sono 7.273 i Comuni in Italia in cui sono installati pannelli fotovoltaici, 962 in più rispetto alla passata edizione, per un totale di 3217 MW. Il Comune con la più ampia diffusione di pannelli solari fotovoltaici è San Bellino, in Provincia di Rovigo, con 58,4 MW/1.000 abitanti, dove è presente il più grande impianto “unico” d’Europa con 70,5 MW complessivi, in un’area industriale, composto da 280 mila pannelli per una superficie occupata complessiva di 850 mila mq. Aumentano i Comuni pugliesi solarizzati.

Tra i primi 50 comuni con più ampia diffusione di pannelli, si piazza al terzo posto Cellino San Marco (BR) con 6.273,87 kW/1000 abitanti e caratterizzato da due grandi impianti a terra e da 19 impianti su tetti o coperture. Poggiorsini (BA) è al 13° posto, con 2.708,99, Scorrano (LE) al 17° con 1.881,02, Soleto (LE) al 20° con 1756,51 kW/1000. Al 41° c’è Turi (BA), al 46° San Cassiano (LE) e al 50° Castellaneta (TA). Nella top ten dei comuni con maggiori MW installati, invece, Cellino San Marco si piazza anche qui al 3° posto con 42,7 MW, Mesagne (BR) è al 7° con 23,4 e Brindisi al 10° con 20,3.

“Il fotovoltaico in Puglia si impone con 805 impianti a terra per un totale di 518,6 MW mentre le coperture sono 9.138 per un totale di 105,4 MW. – continua Tarantini – Una spinta alla diffusione del fotovoltaico è importante che venga anche dall’integrazione in edilizia e in particolare laddove è più semplice, ossia nei nuovi interventi edilizi.”

Le applicazioni più interessanti del fotovoltaico sono quelle che guardano alla più efficace integrazione nel territorio e come risposta ai fabbisogni energetici: dai grandi ai piccoli impianti, dalle case all’installazione in aree dismesse delle città, alle coperture di complessi produttivi e parcheggi. A Foggia, ad esempio, si è intervenuti su 6 scuole con impianti fotovoltaici della potenza di 20 kW.

Sono 4.384 i Comuni italiani in cui sono installati pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. Al primo posto si piazza Torre San Giorgio, in Provincia di Cuneo, con 2.140 mq ogni 1.000 abitanti per una superficie complessiva di 1.556 mq. Nessun comune pugliese si concentra sul solare termico, ma la crescita nella diffusione deve assolutamente accelerare perché è una tecnologia affidabile e alla portata di tutti da un punto di vista economico.

Sono 5.758 i MW eolici installati in 374 Comuni italiani, per anni concentrati al Sud, ma che si stanno diffondendo sempre di più anche al Centro Nord. I Comuni con il più alto numero di MW installati si concentrano in Puglia. Quello che risulta avere la maggiore potenza installata è il Comune di Troia, in Provincia di Foggia, con 171,9 MW come lo scorso anno, seguito dal Comune di Minervino Murge (BT) con 116,5 MW.

È interessante notare come in molti casi in un solo anno ci siano stati incrementi importanti, come nel caso di Rocchetta Sant’Antonio che da 55,1 MW è passato a 89 MW. Pietramontecorvino vanta 75,7 MW installati, Roseto Valfortore 71,8, Sant’Agata di Puglia 67,3, Faeto 64,4, Alberona 63,8, Ascoli Satriano 61,8, Ordona 60, Ruffano 44, Serracapriola 42.

Grazie a queste installazioni sono 221 i Comuni che possiamo definire autosufficienti dal punto di vista elettrico, in grado, cioè, di produrre più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Questi risultati si trovano sia in piccoli Comuni come Faeto che in altri come Troia con 7.485 abitanti e Minervino Murge con 11.021 abitanti. Sono invece 9 i Comuni 100% elettrici con più di 20 mila abitanti, tra cui Lecce con 36 MW.

In questa edizione del Rapporto si mette in evidenza lo sviluppo del mini eolico, cioè le torri di potenza fino a 200 kW. Tra i primi 20 Comuni per potenza installata, la prima posizione è occupata dal Comune di Lizzano (TA) con più impianti dislocati sul territorio comunale per 180 kW. Terzo posto per Crispiano (TA) con 120 kW.

Nella classifica figurano anche Palo del Colle (BA) con 80 kW, Torricella (TA), San Donato di Lecce (LE), Calimera (LE), Laterza (TA) e Noci (BA) con 60. Un esempio di quanto alcune polemiche contro gli impianti eolici siano strumentali è invece il parco eolico di Poggio Imperiale (FG), dove 15 turbine da 2 MW ciascuna sono state installate in un’area pianeggiante accanto all’autostrada e alla linea ferroviaria adriatica.

Un tipico intervento perfettamente integrato nel paesaggio che purtroppo ha intorno degli enormi sbancamenti del terreno realizzati per aprire cave.

Per quanto riguarda il biogas, sono 474 i Comuni in cui è installato almeno un impianto. Tra i primi 20 comuni per potenza installata di impianti a biogas per usi elettrici figura anche Monopoli, con 12 MW, mentre sono 164 i Comuni che teoricamente possiamo definire autosufficienti dal punto di vista elettrico grazie al biogas.

“La Puglia dimostra di saper crescere, ma occorre pensare alla diffusione del solare termico, ancora poco attivo, e a forme di integrazione delle energie alternative nel paesaggio, oltre che alla spinta dell’efficienza attraverso incentivi. – conclude Tarantini – In vista del referendum abrogativo previsto per il 12 giugno prossimo, dobbiamo far capire alle Amministrazioni e ai cittadini che le alternative rispetto al 1987 nello sviluppo energetico ci sono: non esiste un altro scenario energetico che, come le rinnovabili, possa garantire riduzioni delle importazioni dall’estero, delle emissioni di CO2 e della bolletta energetica, oltre che alla creazione di numerosi posti di lavoro.”

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