Comincia la scuola…ma le mense sono pronte? Tagli per il biologico: se n’è parlato al SANA

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Ancora una volta, a pagare le conseguenze di una crisi dalle radici profonde e remote, sono i comuni cittadini che quotidianamente si trovano di fronte alle nuove difficoltà  di fornitura da parte delle pubbliche amministrazioni di servizi ritenuti fino a poco tempo fa un diritto.

Ma quando a pagare delle conseguenze della crisi sono i bambini, e la loro nutrizione, la cosa diventa più problematica e inaccettabile.

Il problema, sollevato al SANA al Convegno dedicato al tema del biologico e la ristorazione collettiva, è un problema che sta acquisendo dimensioni importanti con riflessi negativi sulla salute e l’educazione alimentare dei bambini in età scolare e prescolare.

La legge nazionale 488/99, una delle più avanzate d’Europa, impone agli enti gestori di ristorazione scolastica e ospedaliera l’uso quotidiano di prodotti biologici; qualche legge regionale rafforza l’obbligo, in particolare per le mense scolastiche, altre norme mettono a disposizione finanziamenti alle amministrazioni più virtuose.

Attualmente gli enti pubblici locali devono dotarsi di un capitolato  che tenga conto della riduzione dei trasferimenti del governo centrale ma garantisca massima qualità e sicurezza per gli utenti.

E dai capitolati sparisce il biologico, ritenuto troppo costoso e di complessa gestione. In molti plessi scolastici i comitati dei  genitori mostrano preoccupazione per il calo di qualità dei pasti.

La scelta di inserire alimenti biologici nei pasti quotidiani dei bambini è una scelta di  grande responsabilità e di grande attenzione per il benessere dei bambini  ma ancor di più va considerato il valore – educativo/didattico di tale scelta che consente di realizzare in ambito scolastico percorsi di conoscenza degli alimenti e delle modalità di produzione estremamente importanti per l’educazione dei futuri consumatori adulti.

Si dovrà tenere presente che la scuola, svolge un ruolo di fondamentale importanza sul fronte della educazione alimentare dei bambini che oggi troppo spesso sono soggetti ad un bombardamento mediatico intenso che  favorisce il consumo di alimenti e bevande  ipercalorici e che favoriscono l’obesità. Oggi l’obesità infantile è diventata anche in Europa, oltre che negli USA una vera e propria epidemia.

La scelta di alimenti biologici, e di una dieta ricca di frutta e verdura coltivate senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi è  un percorso educativo che avrà senza dubbio risvolti positivi anche per le finanze pubbliche considerati i costi che le pubbliche amministrazioni devono sostenere per l’ampia diffusione delle malattie cardiovascolari e diabete legati all’obesità e a cattive abitudini alimentari.

L’elemento chiave per poter mantenere e consolidare le forniture di biologico nelle mense aziendali sarà legato ad una analisi accurata e approfondita della gestione del sistema delle forniture, cercando di individuare strategie in grado di comprimere alcuni costi  soprattutto di logistica e organizzazione ma la qualità delle materie prime e la sicurezza delle preparazioni dovrà essere la priorità assoluta.

 

Alessandra Ravaioli

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