CINIPIDE DEL CASTAGNO: nuove iniziative regionali per la lotta biologica Pochi giorni fa un nuovo lancio dell’antagonista

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NAPOLI. Il Cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus), conosciuto anche come “vespa cinese”, anche nel corrente anno risulta essere in fase di espansione sia dal punto di vista territoriale che come grado di intensità degli attacchi. Tale problematica non interessa solo i territori castanicoli della Campania ma anche quelli delle altre regioni italiani ed europee (Francia, Slovenia e in misura ridotta Svizzera, Olanda e Ungheria).

In Italia e in Europa l’insetto è stato segnalato per la prima volta nel 2002 in Piemonte mentre attualmente in Italia è presente in quasi tutti gli areali castanicoli, dalla Valle D’Aosta alla Sicilia. 

In Campania con le prime segnalazioni del 2008 è stata costituita una task force con le principali Istituzioni tecnico-scientifiche operanti nel settore. Nello stesso anno l’Assessorato all’Agricoltura tramite il proprio Servizio Fitosanitario ha finanziato uno specifico programma triennale di ricerca multidisciplinare coordinato dal CNR – IPP di Portici con la collaborazione dell’ Università degli Studi di Torino, dell’università degli Studi del Molise, dell’Università degli Studi di Foggia e dell’Unità di Ricerca per la Frutticoltura – (Cra-Fru).

Tale attività ha permesso di introdurre negli anni 2009 e 2010 il principale nemico naturale, il Torymus sinensis, già introdotto in Piemonte nel 2006 e dove di anno in anno è aumentato il grado di parassitizzazione del torimide sul cinipide, passando nel primo sito di lancio dallo 0.6% dell’anno 2007 al 23% dell’anno 2009. In questa regione, rimanendo ancora il cinipide la principale emergenza del castagno continuano ancora oggi nuovi lanci del parassitoide in modo da arrivare quanto prima ad una situazione di equilibrio come è già successo negli anni ’80 in Giappone, ma solo dopo oltre un quinquennio dall’ultimo lancio.

Su tale linea, tra il 5 e il 6 maggio 2011, sono stati effettuati nuovi lanci dell’antagonista in determinati castagneti campani nei quali il gruppo di ricercatori ha svolto preventive indagini in modo da conoscere perfettamente l’ecosistema e soprattutto il sincronismo Torymus/cinipide. Oltre a tali fattori la scelta dei siti è stata effettuata tenendo conto del grado di infestazione del cinipide, del peso della castanicoltura in quel determinato areale, del grado di parassitizzazione naturale, dello stadio del fitofago, ecc. ecc.

Parallelamente ai lanci nei castagneti è stato effettuato anche un lancio del Torymus in un primo sito di moltiplicazione massiva (Bagnoli Irpino), i cui lavori d’impianto sono stati effettuati nel 2010. In effetti viene ad essere la prima “biofabbrica a cielo aperto” della Campania che porterà in tempi ristretti a produrre T orimidi da distribuire successivamente nei castagneti campani.

Tali nuove introduzioni continueranno anche negli anni a venire tenuto conto dei risultati incoraggianti che si sono avuti nei siti di lancio degli anni passati. nei siti di introduzione campani.

Durante questo biennio sono stati ottenuti lusinghieri risultati dall’Istituto per la Protezione delle Piante del CNR anche in merito all’individuazione e allo studio del ruolo svolto da alcuni nemici naturali autoctoni appartenenti ai generi Mesopolobus, Torymus, Eupelmus, Megastigmus. Tali parassitoidi parassitizzano naturalmente altri cinipidi, sopratutto quelli delle querce. In alcuni casi è stato accertato una percentuale di parassitizzazione ben al di sopra di quella rilevata in Piemonte con l’utilizzo del T ory mus. Tale aspetto potrà nel breve tempo contribuire fortemente ad un riequilibrio naturale, sopratutto dove c’è una forte presenza delle querce, se pur si è ben coscienti che non si potrà mai arrivare all’eradicazione del cinipide.

Altro aspetto che ha caratterizzato la ricerca finanziata dalla Regione Campania è l’individuazione e lo studio delle sostanze volatili che sono emesse dalla pianta di castagno e che risultano attrattive verso il cinipide. La conoscenza di tali sostanze aprono scenari molto ampi per il controllo pratico del cinipide come l’utilizzo di trappole attrattive, la messa a punto di sostanze repellenti, ecc. La qualità del lavoro effettuato è stata riconosciuta a livello internazionale con la pubblicazione su specifiche riviste. 

La problematica del Cinipide è stata anche affrontata a livello nazionale. Il Ministero dell’agricoltura ha istituito un gruppo di lavoro, costituito da rappresentanti di tutti i soggetti portatori di interesse, che ha portato alla redazione di un “Piano nazionale del settore castanicolo”, approvato in Conferenza Stato Regioni. Il principale obiettivo del predetto Piano è quello di adottare azioni di controllo al cinipide del castagno in modo che le singole Regioni possano raggiungere in tempi rapidi l’autosufficienza rispetto al principale antagonista, il Torymus sinensis.

 

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, di concerto con gli Enti territoriali, ha presentato al Mipaaf una proposta progettuale articolata in diverse azioni:

 

Azione 1 – Controllo cinipide

-Incremento introduzioni e allevamenti di T. sinensis

-Studio nemici naturali autoctoni e azioni di diffusione

-Controllo dei danni indiretti provocati dal cinipide  (Mal dell’inchiostro, Cancro della corteccia, Fersa, Scolitidi, ecc.)            

 

Azione 2

– innovazioni nella disinfestazione delle castagne fresche e secche:  riparametrizzazione sterilizzazione in acqua calda, messa a punto di tecnologie alternative: Microonde (MW), Radiofrequenze (RF), Ozono,  ecc. 

 

Azione 3

-Promozione e Marketing commerciale su bacini nazionali ed internazionali

-Intensificazione attività di controllo nei punti frontalieri.

 

Con l’approvazione del predetto progetto e il relativo finanziamento potranno continuare sia quelle azioni per arrivare nel minor tempo possibile ad un controllo del cinipide e sia tener conto, affrontare e risolvere le restanti problematiche del comparto castanicolo.

 

Per far massa critica di risorse finanziarie sull’emergenza cinipide, nell’ambito del BANDO DI ATTUAZIONE DELLA MISURA PSR 124 “Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e settore forestale” è stato approvato il progetto “Ottimizzazione della produzione (massale) di Torymus sinensis per il controllo del cinipide galligeno del castagno –  Acronimo: OPTYMUS  – Soggetto capofila: Istituto per la Protezione delle Piante del  CNR che dovrebbe portare in tempi strettissimi ad ottenere una serie di biofabbriche che producano l’antagonista del cinipide.

 

E’ bene tener presente che sempre il CNR – IPP ha avuto approvato anche un progetto direttamente dall’Unione Europea che prevede lo sviluppo di una collaborazione con la Cina per la caratterizzazione del T. sinensis in quegli areali e la sua introduzione in Campania. Tale progetto porterà all’acquisizione, in tempi ristretti, di differenti ceppi del parassitoide.

 

L’Assessorato all’Agricoltura rimane profondamente convinto che gli studi scientifici e la sperimentazione sono gli strumenti indispensabili per risolvere radicalmente i problemi del cinipide del castagno.

 

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