BIOGAS. La più grande centrale italiana è la Lombardia

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Cremona e la Lombardia sono la più grande “centrale” a biogas italiana. La produzione lombarda di energia da rifiuti, fanghi, deiezioni animali, attività agricole e forestali rappresenta un terzo di quella nazionale con il grande contributo di Cremona che, forte dei suoi numerosi allevamenti, da sola ne produce quasi il 10% della penisola che equivale circa al 72% dei consumi elettrici domestici della città.

Convert Italia, azienda romana da 30 anni nel settore delle energie rinnovabili ha analizzato i dati GSE (gestore servizi energetici) in occasione della partecipazione alla Fiera del Bovino da Latte di Cremona (25 – 28 ottobre) e racconta le sue esperienze sul campo.

L’ Emilia Romagna con il 16% della produzione totale si attesta al secondo posto, seguita dal Piemonte che nel 2011 ha generato il 14,2% della produzione italiana di energia da biogas. Circa l’80% dell’ energia nazionale prodotta da biogas proviene dalle regioni del Nord Italia. Al Centro e al Sud si segnalano il Lazio (4,2% del totale), la Toscana (3,9%) e la Sicilia con il 2,6%.

Fra le province maggiori produttrici di energia da biogas, oltre a Cremona, città che ospita la fiera internazionale, ci sono nell’ordine la provincia di  Torino (7%) e Ravenna (4,7% del totale Italia). Al Centro Italia, con il 2,7% del totale solo la provincia di Roma si avvicina alle medie del Nord Italia, mentre al Sud Italia spiccano le province di Palermo e Catania entrambe con una quota dell’1% della produzione nazionale.

“L’incremento degli impianti a biogas in Italia – dichiara Giuseppe Moro, Presidente di Convert Italia – dimostra come il settore sia in grande crescita e necessiti di una sempre maggiore ricerca e innovazione dal punto di vista tecnologico. Rispetto al 2010 gli impianti a biogas in Italia sono aumentati di quasi l’82% incrementando la produzione di oltre la metà (52%). In particolare sono gli impianti che generano energia da deiezioni animali e attività agricole a essere cresciuti esponenzialmente.

I primi hanno fatto segnare, rispetto al 2010, un +72%, i secondi sono triplicati (+312%) raggiungendo un incremento di Kw del 170% ”.

Convert Italia presenterà alla fiera di Cremona esperienze dirette per gestire un impianto a biomasse in aziende agricole, dall’analisi di fattibilità, alla costruzione e alla successiva manutenzione con una formula “full risk” fino alla fase di produzione e mantenimento.

La taglia dell’Impianto viene determinata dall’effettiva disponibilità della biomassa, quelli di piccole dimensioni (sotto i 200 kilowatt elettrici) godono, inoltre, di un regime autorizzativo semplificato e beneficiano del più alto livello di incentivazione. Per un’azienda agricola che possiede almeno 170 bovini, con un’aggiunta di 700 tonnellate l’anno di insilato di mais (foraggio per animali) la potenza installabile è di circa 60 kilowatt elettrici godendo così oltre 110.000 euro l’anno di incentivi.

Un’azienda con 400 bovini e 1650 tonnellate annue di insilato di mais potrà installare 150 kWe di potenza e superare i 280.000 euro l’anno di incentivi. Con 1000 bovini e 3.500 tonnellate di insilato di mais si possono installare 300 kWe con un ricavo da incentivo che supera i 560.000 euro l’anno.

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