Aziende eco-intelligenti. VIPOT: il vaso bello e biodegradabile

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Sono in molti gli amanti del verde che non dispongono di uno spazio per coltivare fiori o piante. Si finisce così per accontentarsi dei vasi, molto meglio dunque utilizzare quelli biodegradabili al 100%. La lolla di riso è un materiale da sempre considerato privo di utilità. L’azienda Vipot ha invece dimostrato come questa possa trovare utilizzo nella realizzazione di vasi naturali e biodegradabili.

Questo derivato della lavorazione del riso, viene miscelato con amalgami naturali per ottenere un risultato solido e consistente, senza doverlo sottoporre a ulteriori procedure chimiche. L’85% è così costituito da lolla, mentre il restate 15% dall’amalgama, che può avere ben sei formulazioni diverse. A seconda di questa, viene stabilita la durata massima del vaso.

Tra gli altri vantaggi, i vasi Vipot sono anche resistenti al gelo e isolano il calore per consentire un ottimo sviluppo dell’apparato radicale della pianta, evitando lo spiraleggiare delle radici.

In più, oltre ad essere utilizzabile su qualunque superficie, questa tipologia di vaso può anche essere interrato in un campo, un’aiuola o un orto: si decomporrà naturalmente.

Prima della biodegradazione, il ciclo vitale può durare fino a cinque anni e, per accelerarne il processo, è possibile spaccare il vaso contemporaneamente da ambo i lati sia in senso orizzontale che verticale. Si romperà automaticamente a croce su quattro punti permettendo alle radici di continuare a crescere liberamente.

In caso di smaltimento, può essere gettato tra i composti organici o semplicemente essere portato in un centro di raccolta per sottoporlo a un processo di fermentazione naturale. Da questo, si estrarrà il ‘biogas’, risorsa energetica naturale alternativa e sostenibile per la produzione di energia termica ed elettrica.

Se non fosse già abbastanza, i vasi Vipot hanno la stessa consistenza porosa della terracotta e sono disponibili in diverse tonalità. Un’ idea di design “green” anche per arredare la casa o il giardino.

Federica Caiazzo

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