ASSOENOLOGI: la vendemmia 2011 in numeri e dati Capitolo secondo…

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Qualità: eterogenea ma assai interessante. Poteva essere un’annata memorabile. Purtroppo il mese di settembre non ha "fatto la differenza". Quindi la qualità delle uve e dei vini è stata piuttosto eterogenea nel senso che, anche in una stessa regione, il buono si scontra con l’eccellente e il mediocre con l’ottimo. Grazie alla sanità delle uve la qualità ha tenuto. I riscontri di cantina confermano ottimi livelli per i vini prodotti dalle uve vendemmiate precocemente e di quelle raccolte tardivamente. Una certa eterogeneità si riscontra in quelli prodotti a cavallo delle bizzarrie del tempo.

In tutti si manifesta una forza alcolica di forte considerazione, non sempre però supportata da un altrettanto contenuto in acidi.

La situazione è quindi a macchia di leopardo. Complessivamente il 2011 per i vini bianchi è alquanto interessante con punte di ottimo e di eccellente. I vini rossi evidenziano una carica polifenolica di tutta considerazione con indubbie possibilità di evoluzione.

 

Le previsioni di mercato. Le vendite all’estero nel 2010, rispetto al 2009, hanno fatto registrare un incremento dell’11,9% in valore e dell’11% in volume. I dati del primo semestre 2011 indicano un ulteriore incremento: +14,1% in valore e +15,4% in volume, sempre rispetto allo stesso periodo del 2010. La ripresa del settore c’è e si vede. Performance importanti visto che nel 2010 è stato esportato quasi il 50% della produzione nazionale, il che significa che i vini italiani, sia pure con cauto ottimismo, stanno tornando a volare.

Dati che sono confermati anche dall’aumento delle quotazioni all’ingrosso di uve, mosti e vini, in quasi tutte le regioni italiane con incrementi medi che vanno dal 5% al 35% per le tipologie più richieste. Va ricordato che i prezzi all’ingrosso dei vini nel 2010 erano stati uguali a quelli del 2009 che a loro volta erano scivolati di oltre il 30% rispetto al 2008.

 

I consumi interni continuano a calare. Secondo Assoenologi i consumi interni di vino nel 2010 si sono attestati sui 43 litri pro-capite, contro i 47 del 2007. La tendenza è verso un ulteriore decremento, tanto che nel 2015 l’Assoenologi li stima sotto la soglia dei 40 litri con un calo di circa il 70% rispetto agli anni Settanta, quando in Italia si consumavano poco meno di 120 litri a persona per anno. In pratica dai due bicchieri pro-capite bevuti negli anni Settanta, siamo passati a solo mezzo bicchiere di oggi.

 

L’Italia e il Mondo. La produzione mondiale di vino è di 300 milioni di ettolitri (40 miliardi di bottiglie), il 60% dei quali prodotti nell’Unione Europea. Il 17% della produzione mondiale ed il 30% di quella europea “parlano italiano”. Nel 2010 l’Italia ha prodotto 46,7 milioni di ettolitri (media decennale (47,6 milioni). La superficie di uva da vino in Italia nel 1980 era di 1.230.000 ettari, nel 1990 era scesa a 970.000 ettari ed oggi è di 684.000. In vent’anni il nostro Paese ha perso 286.000 ettari, quanti ne hanno oggi la Lombardia, la Puglia e la Sicilia insieme. Per alcuni questo è un dramma per altri un bene visto che oggi è inutile produrre quello che il mercato non vuole.

 

 

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