Antichi Distretti Salernitani: dalla storia rilancio del territorio. Questa la proposta di Barbirotti

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SALERNO. “Recuperiamo i borghi millenari della provincia di Salerno, realizzando percorsi storico-artistico-gastronomici”. E’ questa la proposta del consigliere comunale, Dario Barbirotti, che rilancia il problema della valorizzazione ma soprattutto della sopravvivenza dei numerosi borghi antichi  presenti nel vasto territorio provinciale di Salerno.

“Abbiamo a nostra disposizione – esordisce Barbirotti – un patrimonio immenso in termini di storia, cultura, arte e enogastronomia, che però rischia di scomparire per la miopia della politica nazionale e locale. Il territorio salernitano è ricchissimo di piccoli centri, al di sotto dei cinquemila abitanti, che vantano monumenti di inestimabile valore, castelli e chiese con il loro carico di storia, prodotti tipici della cucina mediterranea che oggi rappresentano il top della gastronomia nazionale. Ecco perchè credo fermamente nella realizzazione di percorsi specifici di valorizzazione degli “Antichi Distretti Salernitani”, potendo raddoppiare le occasioni di sviluppo di tali centri, inseriti già nelle competenze del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, nonché in quello regionale dei Monti Picentini”.

Altavilla Silentina, Sicignano degli Alburni, Pioppi, Piaggine, Felitto, Roscigno vecchia, sono solo alcuni dei borghi che potrebbero diventare punti di forte attrazione turistica e – conseguentemente – volano per l’intera economia provinciale.

Una rinascita degli oltre cento piccoli comuni della provincia di Salerno che in cifre coinvolgerebbe una popolazione di circa cinquecentomila persone, con ovvie ricadute economiche sul territorio e con la possibilità di creare occasioni di lavoro per i giovani salernitani.

“Con l’università degli studi di Salerno – conclude Barbirotti – abbiamo la possibilità di istituire corsi di laurea ad hoc, nell’ambito delle varie facoltà, che possano così trovare uno sbocco lavorativo sul territorio. Penso alle belle arti, alla storia locale, alle produzioni di qualità. Se solo vogliamo immaginare dieci posti di lavoro per ogni borgo recuperato, avremmo già occupato mille giovani. A disposizione della provincia di Salerno potrebbero giungere i fondi dell’Unione Europea, attraverso il filtro istituzionale della Regione Campania, in modo tale da avviare la filiera virtuosa”.

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