Alto Adige: percorsi alternativi tra cantine e case eco, una nuova realtà dalle antiche tradizioni

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Quando si pensa all’Alto Adige, la mente corre subito a paesaggi da fiaba, punteggiati da castelli medioevali, eleganti palazzi liberty, magnifiche chiese e masi dal sapore antico. Oggi però si fa sempre più largo la volontà di far dialogare l’architettura tradizionale con progetti di gusto contemporaneo: un “nuovo corso” che sta diventando particolarmente evidente proprio nel capoluogo Bolzano e nelle sue vicinanze, dalla Strada del Vino dell’Alto Adige fino all’Altipiano del Renon.

Tra cantine-scultura, modernissimi musei, abitazioni certificate eco e, naturalmente, hotel all’avanguardia, un itinerario in questi luoghi può trasformarsi in un interessante percorso attraverso l’anima più attuale e design-conscious della regione.

  • Cantine all’avanguardia per vini che guardano al futuro

Lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige, terroir speciale protetto dai freddi del Nord grazie alla barriera delle Alpi, si trovano decine di cantine che disegnano – per gli appassionati di enologia così come per i semplici curiosi – un percorso di degustazioni unico.

Ma non solo: molte di queste cantine sono autentici gioielli di architettura, esempi di armonioso connubio tra strutture e paesaggio, modelli (da imitare) di bioedilizia, o ancora costruzioni a basso impatto ambientale.

Quasi a riflettere la continua ricerca e il desiderio di innovazione che è una delle caratteristiche della viticoltura e della vinificazione locale, molte aziende hanno voluto dare ai loro vini un involucro all’avanguardia, pur restando sempre fedeli alle tradizioni.

È il caso, ad esempio, della Cantina Tramin a Termeno: una costruzione che diventa quasi opera d’arte, con l’inconfondibile reticolo verde-brillante che richiama alla mente gli intrecci dei vitigni. Inaugurato nel 2010, l’edificio è stato progettato dall’architetto venostano Werner Tscholl: legno, metallo, vetro e cemento si fondono perfettamente con il territorio circostante e, per i visitatori, la cantina diventa anche una suggestiva “terrazza” da dove ammirare le colline rigate dai vigneti.

Sempre a Termeno, è stata inaugurata recentemente la nuova Distilleria Psenner: nata per celebrare in chiave contemporanea l’antica arte della distillazione, si propone come punto di riferimento per iniziative, eventi e attività di formazione.

Tradizione e modernità si mescolano anche nel nuovo Winecenter di Caldaro: gli architetti viennesi dello studio feld72 hanno infatti affiancato all’edificio del 1911 una struttura a L, minimale e attualissima. L’involucro esterno, realizzato con lastre di calcestruzzo colorate e rinforzate con fibra di vetro, completa l’opera. Minimale e all’insegna del colore bianco anche la sala per le degustazioni Weinraum Kobler, a Magré: qui i vignaioli Armin e Monika Kobler, insieme agli architetti Theodor Gallmetzer e Lukas Mayr, hanno voluto creare un ambiente sobrio e neutro, per concentrare tutta l’attenzione sul vino.

Nel caso della Cantina Pfitscher di Montagna è invece il nero a dominare l’elegante vano per le degustazioni, ma ancora una volta l’attitudine a un design pulito ed essenziale è il leit motiv della struttura. Perfettamente inserita nel paesaggio, questa cantina si distingue anche per l’impegno nella sostenibilità, confermato dall’ottenimento del prestigioso sigillo di qualità “CasaClima Wine”.

Si tratta di una nuova certificazione dell’Agenzia CasaClima di Bolzano, che valuta la compatibilità ambientale dell’edificio e il comfort abitativo, il consumo di energia e acqua nella produzione dei vini, la scelta degli imballaggi, ma anche le conseguenze del trasporto.

  • Tra recuperi e nuove strutture l’architettura si evolve

Un itinerario alla scoperta del nuovo corso dell’architettura altoatesina non può prescindere dalla visita ad alcune delle strutture che, seppure per motivi diversi, sono diventate dei punti di riferimento per tutta la regione: il recupero di Castel Firmiano a Bolzano è forse l’esempio più eclatante: grazie all’intervento conservativo dell’architetto Werner Tscholl,  nell’antico castello è stato “inserito” il modernissimo MMM Firmian (Messner Mountain Museum).

Ma nel capoluogo si trova anche il Museion, il museo d’arte moderna e contemporanea: inaugurata nel 2008, la nuova sede ha un impatto visivo notevole, grazie soprattutto alle grandi facciate trasparenti (il progetto è dallo studio d’architettura berlinese KSV – Krüger Schubert Vandreike).

Tra le realizzazioni più recenti, va ricordato anche l’interessante residence Living Kampill: il designer altoatesino Harry Thaler ha preso ispirazione dalle tradizionali stube, mantenendo il legno come materiale d’arredo e dando al contempo molto spazio al vetro. Ad Auna di Sotto/Renon è possibile “toccare con mano” Fincube, unità abitativa mobile che fonde perfettamente estetica, funzionalità e attitudine eco: voluta da Josef Innerhofer, imprenditore e albergatore dell’Alto Adige, è stata progettata insieme al designer tedesco Werner Aisslinger.

  • E per completare l’itinerario ci sono i design-hotel

La propensione a un’architettura minimalista, che si allontana dalle forme tradizionali pur continuando a dialogare con esse, non si esprime soltanto nelle cantine e negli edifici pubblici: sebbene l’industria vitivinicola altoatesina abbia dato (e continui a dare) un impulso forte a questa tendenza, anche il mondo dell’hôtellerie offre esempi interessanti.

L’Hotel Greif, affacciato sulla centralissima piazza Walther di Bolzano, si può considerare uno dei precursori: palazzo con cinquecento anni di storia alle spalle, nel 1993 è stato completamente ripensato dall’architetto austriaco Boris Podrecca. Il risultato è una combinazione di elementi modernissimi (a partire dalle camere, affidate all’estro di 33 artisti diversi) racchiusi in una struttura storica attentamente preservata.

Tra gli edifici più recenti c’è invece il Napura Art & Design Hotel, a Vilpiano/Terlano (sulla Strada del Vino dell’Alto Adige): l’esterno dell’albergo, caratterizzato da centinaia di travi in legno di larice che creano una sorta di disegno geometrico, si fa notare per l’estrema modernità “calata” nella campagna della Bassa Atesina; l’arte invece è la cifra distintiva delle aree comuni: da non perdere, nella hall, “I grandi manichini coloniali”, opera di Giorgio de Chirico.

L’approccio ecologico – anche se tutte le strutture di cui stiamo parlando si distinguono per efficienza energetica e basso impatto ambientale – è invece il punto di forza del Designhotel Gius la Residenza, con vista sull’incantevole Lago di Caldaro: dalla scelta dei materiali (naturali e locali, come il rovere nostrano e la pietra) all’intonaco biologico, qui tutto è pensato per entrare in armonia con la natura del posto. Dimora d’epoca, ma ristrutturata con grande attenzione combinando l’atmosfera vintage con i comfort moderni, è infine il bed & breakfast Ansitz Romani a Termeno: perfetta per chi subisce il fascino della più classica architettura altoatesina.

Muoversi green. Le proposte per chi vuole lasciare a casa l’auto

•    In treno, con le Ferrovie Austriache e Tedesche

Con i treni DB-ÖBB EuroCity si raggiunge comodamente Bolzano a partire da soli 9 € (da Verona, Bologna, Padova e Venezia). I bambini fino a 15 anni viaggiano gratis, se accompagnati da un genitore o da un nonno. Per maggiori informazioni: www.obb-italia.com.

 •    Mobilcard Alto Adige

Con Mobilcard, si possono utilizzare tutti i mezzi pubblici del Trasporto Integrato per scoprire l’Alto Adige. Biglietto valido per 7 giorni a 28 €, oppure 3 giorni a 23 €. Mobilcard Junior (sotto i 14 anni) costa la metà, mentre i bambini fino a 6 anni viaggiano gratis.

Informazioni:

Consorzio Turistico Bolzano Vigneti e Dolomiti

tel. 0471 633 488

www.bolzanodintorni.info

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