Adottare aree pubbliche: una buona pratica che ha già dato i suoi frutti nella città del Nero di Troia

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TROIA (FG). “Le fragole si raccolgono sugli alberi o da una pianta, a terra”? Questa la domanda posta da un quindicenne che vive in città, lontano dalle campagne, ignaro delle modalità del succedersi delle stagioni nelle campagne, applicato sui libri di scuola ma affatto consapevole di ciò che avviene intorno. Questo il motivo che ha spinto Mario Ciarmoli, noto imprenditore troiano, ad adottare, lavorare e trasformare il terreno posto intorno all’Istituto Tecnico Commerciale ‘P. Giannone’ di Troia.

L’operazione è stata resa possibile grazie ad una disposizione di Giunta Comunale che consente a tutti i cittadini troiani di adottare un’area pubblica destinata a verde ma incolta.

Dopo un sapiente spietramento del terreno, che ha fornito il materiale per colmare un terrapieno adiacente e costruire un muretto a secco si è proceduto alla bonifica: raccolti un sacco di cicche di sigaretta e due sacchi di siringhe (di ovvia provenienza).

Il risultato sembra un vero e proprio miracolo. Il terreno arido e pieno di pietre e sterpaglie si è trasformato in un vero e proprio orto botanico nel quale hanno preso vita piante di ogni genere consegnando alla zona circostante colori e profumi di intensa bellezza. I contorni dell’area, di circa 4.000 metri quadrati, sono la dimora di piantine di menta, dragoncello, salvia, lavanda, timus vulgaris, timo limonato, menta, menta glaciale, malva rosa, cedronella. I girasoli non geneticamente modificati campeggiano su fagiolini rampicanti e piante di pomodoro e granturco frutto di semi centenari. Cavoli, verze, peperoncini, porri, radicchio, zucchine, cicorie, fagioli e cipolle attendono di essere colti ma soprattutto di essere visti, analizzati nelle loro fragranze e colti per la gioia delle cucine che li utilizzeranno.

La grande varietà di piante, mese a dimora con sapiente disposizione, parlano di storia, cultura, matematica, geometria, genetica. Il letto di paglia posto tra i filari di pomodori evita l’evaporazione dell’acqua e dell’azoto contenuti nel terreno e la crescita dell’erba parassita. La cenere, residuo della legna bruciata nei camini utilizzati d’inverno, combatte gli afidi e contribuisce a costruire uno scenario da giardino incantato, laboratorio naturale per le ricerche degli studenti dell’Istituto ospitante. Le campane della vicina chiesa di San Secondino sembrano scandire i tempi della crescita delle piantine e attribuiscono una particolare atmosfera, insieme all’area rivitalizzata, ad un luogo importante per la sua funzione pedagogica, quello della Scuola.

Grande la soddisfazione dell’assessore comunale Carmine Martino che ha sostenuto l’iniziativa aprendo, di fatto, una buona pratica da seguire nelle altre zone da recuperare all’interno della cinta urbana di Troia. Già pronte nuove richieste di adozione.

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