26/28 febbraio..per chi ama il maiale appuntamento in Irpinia con la XXII Sagra del Maiale

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SENERCHIA (AV). “Di lui non si butta via niente”: si rinnova a Senerchia il tradizionale appuntamento con la Sagra del Maiale. Dal 26 al 28 febbraio, tre giorni  per ritrovarsi in piazza e festeggiare un classico rito invernale, l’uccisione del maiale e la sua macellazione, legato alla tradizione contadina di un tempo.  Un rituale che si rivive, in provincia di Avellino, da ben ventidue anni, grazie alla Pro Loco e all’intera comunità del comune irpino che, per l’occasione, si veste a festa e apre le proprie case ai tanti turisti.  Munirsi di sciarpa e cappello, per far fronte al freddo, e avere il palato curioso: ecco i due requisiti indispensabili per prendere parte a questa grande festa, alla riscoperta dei sapori di una volta. Tante sono le prelibatezze che si possono gustare, in questa celebrazione gastronomica senza tempo. Nella  sagra del maiale senerchiese trova spazio una cucina semplice, che vive della qualità delle materie prime, senza aggiunta di alcuna “alchimia” culinaria. Prime tra tutti,  le  salsicce, cotte esclusivamente su  grandi braci, montate all’uopo nella piazza del paese. Ma altre ancora sono le pietanze pronte a riscaldare il palato e l’animo dei convenuti: dal saporito soffritto con i peperoni, al  pane casereccio cotto a legna;  dalla  pasta e fagioli “cù ‘muss pint”, passando per la gustosissima pizza di granturco  che accompagna la  minestra “sperta”. Immancabili i grandi falò e il vino rosso locale, proveniente da vitigni autoctoni. La sagra del maiale di Senerchia nasce nel 1989. Alla sua XXII edizione, il clima sarà quello “solito”. Quello, cioè, del grande pranzo propiziatorio che, dopo aver ucciso e macellato il maiale, le famiglie del paese usavano fare insieme. La sagra, dunque, ripropone quel rito esclusivamente familiare, estendendolo a chi abbia voglia di prendervi parte. Ritrovarsi in piazza d’inverno a Senerchia è divenuta oramai una tradizione consolidata, che coinvolge il Comprensorio dell’Alta Valle del Sele e non solo.  A creare l’atmosfera dal sapore agreste, anche la musica popolare che, ogni anno, viene proposta da gruppi itineranti. Al percorso gastronomico, inoltre, si affianca quello artistico con la “Mostra mercato dei prodotti tipici e artigianali”. La tradizione si sposa con il no profit. I proventi della manifestazione, infatti, vengono utilizzati per opere di utilità pubblica o devoluti in beneficenza. La sagra potrà, senz’altro, essere il pretesto per trascorrere un fine settimana, alla scoperta degli itinerari del territorio.

Borgo sovrastato dai i ruderi del castello, roccaforte bizantina e poi longobarda, caratterizzato dalla presenza di chiese monumentali, Senerchia fa parte della Comunità Montana "Terminio – Cervialto" ed è collocata a ridosso della provincia di Salerno, tra i Monti Picentini. Innumerevoli gli spunti naturalistici.  Da visitare, l’ oasi “Valle della Caccia" del WWF dove è possibile  ammirare le bellezze di un eco-sistema ancora incontaminato. Tra queste, la “Grotta del Muschio” con i suoi giochi d’acqua che danno vita a singolari effetti cromatici e la “Cascata Acquabianca”, che scorre tumultuosa da una rupe, sfagliata lungo la roccia calcarea.

Maria Vita Della Monica

 

 

 

 

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