brigata chef somellier proprietariaPOSITANO (SA). Lì dove c’era, nel lontano 1966 un costone di roccia, ora c’è il paradisiaco hotel Le Agavi affacciato sulla baia positanese fra le più conosciute al mondo.

Nato dalla lungimirante follia dell’avvocato visionario Aldo Capilongo che mentre firmava l’atto d’aquisto aveva già in mente ciò che sarebbe venuto fuori da quella roccia.

Un cinque stelle degradante a terrazza che dal 1982 ospita clienti da tutto il mondo nelle suite dal tono azzurro come il cielo e il mare in cui si affacciano a picco ed azzurra è anche la funicolare che dall’esterno della hall dell’albergo arriva fino in spiaggia per regalare agli ospiti un vero tuffo magico nella natura delle colorate bouganville, nei profumi dei pini mediterranei e dei gelsomini.

piattoEd alle Agavi l’amore per i dettagli si estende dagli arredi classici al cibo che da quest’anno avrà una firma speciale, l’excutive chef Luigi Tramontano già stella Michelin alla Terrazza Bosquet del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento e al Flauto di Pan di Villa Cimbrone di Ravello.

In curriculum per lui anche il passaggio da Don Alfonso 1890 a Sant’agata sui due golfi e il Gran Hotel Quisisana di Capri, ma il vero maestro è stato papà Antonio con cui passava fin da bambino le nottate in cucina.

Le Agavi Positano

Tramontano guiderà la sua brigata per i due ristoranti dell’hotel: la Remmese sulla spiaggia privata molto easy chic, il cui menù si coniuga com’è d’obbligo tutto a base di pesce e molluschi, da non perdere come antipasto il gazpacho di pomodori cuore di bue con tartare di gamberi rossi e germogli ed il primo mafaldelle con ricci e frutti di mare e gli scialatielli al limone con vongole veraci e pomodorini del piennolo, mentre tra i secondi il roast beef di tonno con verdurine e salsa mediterranea e il ristorante di punta La Serra completamente rinnovato dallo scenografo Gennaro Amendola che vi ha posto sul soffitto enormi dischi d’oro di varie misure e poi tovagliato e posaterie, coniugate sempre con i toni del bianco e dell’oro, arredano i tavoli di vetro con sottostanti arebeschi in cotto laccato bianco.

dessertIl menù è gourmet solo a cena e propone tra l’altro, un primo davvero singolare una pasta mista che lo chef ha nomato “mischia francesca” cotta in brodo di polpo e decorata con patate, taccole e frutti di mare, con olio al dragoncello aggiunto a crudo.

Per il secondo la proposta è una cernia cotta a bassa temperatura con limone, con verdure sbollentate, patate schiacciate allo zafferano e salsa di olive taggiasche per l’aroma finale di amaro. Il dessert dal nome evocativo ” in riva al mare” è una vera e propria composizione marina.

Ci sono delle mousse al cocco, un semifreddo al mango e delle mandorle al cioccolato che riproducono le varie forme dei ciottoli da spiaggia e le alghe sono rese da una spugna di pistacchio e la sabbia dal crumble alla nocciola, infine l’acqua del mare viene servita al momento attraverso un infuso di liquore curaçao. Numerosi sono i gusti dei panini serviti, dal pistacchio e capperi, al segale e farro, da quello alle alici di cetara, a quello agli agrumi.

La cantina che fa capolino nell’angolo della sala è a vista e vede il mare ed è a cura del somellier Nicoletta Gargiulo cerimoniere attento, delicato nella descrizione dei piatti, nonchè signora Tramontano.

Angelica Santaniello

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