La filiera bufalina: valore identitario per l’Italia. Se ne parlerà il 15 a Capaccio

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BUFALACAPACCIO (SA). Sabato 15 marzo, alle ore 10,30 a Villa Andrea in località Giancesare, Capaccio (Sa) si terrà la tavola rotonda sul tema “La Filiera Bufalina- Valore identitario per l’Italia”, Norme chiare, condivise e obbligatorie. All’incontro organizzato dalla CIA- Confederazione Italiana Agricoltori Salerno, parteciperanno Carmine Pecoraro, Presidente Cia Salerno, Italo Voza, Sindaco di Capaccio, Domenico Mese, Diriginte ASL Salerno Settore Veterinario, Corrado Martinangelo, Coordinatore politico segreteria on. Paolo De Castro, il Senatore Roberto Ruta, Componente commissione agricoltura del senato, Antonio Orlotti, Vice presidente vicario Cia Campania, l’Onorevole Massimo Fiorio, Vice presidente commissione agricola camera dei deputati, l’Onorevole Donato Pica, Componente commissione agricoltura Regione Campania, Alessandro Mastrocinque, Presidente regionale Cia, Cinzia Pagni, Vice presidente vicario Cia Nazionale, l’Onorevole Daniela Nugnes, Assessore agricoltura regione Campania.

La Confederazione Italiana Agricoltori della Campania è stata una delle organizzazioni maggiormente impegnate nel proporre regole certe e chiare per tutto il comparto bufalino. E’ importante perciò lavorare nella stessa direzione, evitando inutili e dannosi contrasti tra gli attori del comparto e tra gli stessi e le istituzioni competenti.

A tal proposito la Cia Campania ribadisce che per il comparto bufalino è fondamentale:
la tracciabilità obbligatoria: si propone di modificare l’ex articolo 7 legge n.4 del 3 febbraio 2011, estendendo la tracciabilità gratuita a tutti gli operatori dell’intera filiera lattiero casearia bufalina. e definendo il modello di tracciabilità che deve essere attuato con un sistema informatico per la gestione della tracciabilità e rintracciabilità di tutta la filiera, assicurando una forte trasparenza ed un efficiente rintracciabilità delle produzioni agroalimentari, per favorire ed accrescere la tutela dei consumatori.
La separazione degli opifici: con l’obbligatorietà della tracciabilità di filiera, per i trasformatori che si impegnano ad introdurre, relativamente alla produzione di mozzarella di bufala, esclusivamente latte di bufala idoneo alla trasformazione in mozzarella di Bufala Campana DOP, non sono tenuti alla separazione degli opifici ex articolo 4q legge n. 205 del 30 dicembre 2008.
Osservatorio: prevedere un osservatorio a supporto dell’applicazione del sistema di tracciabilità di filiera, al fine di un costante monitoraggio dell’intero comparto, anche alla luce degli effetti dell’applicazione delle citate normative, al fine di favorire un’ampia condivisione su tutti i temi di interesse della filiera, coinvolgendo anche il Consorzio di Tutela per la valutazione degli eventuali adeguamenti della normativa in materia e degli atti in essere che riguardano la mozzarella di bufala campana DOP.

Alla fine della tavola rotonda si degusterà la mozzarella di Bufala Campana DOP, presso il caseificio “La Mozzatella del Cilento”.

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